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Il concetto e i vantaggi delle asset class alternative liquide

20 Novembre 2013 - 19:00
financialounge - news
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Il tono generale del terzo Global Investment Forum, l’incontro svoltosi a Dublino tra gli oltre 300 professionisti del team di Investimenti di Pioneer Investments, ha visto una generale convergenza nei confronti degli investimenti cosiddetti rischiosi e cioè credito ed azioni.

È inoltre affiorata la necessità di essere più selettivi e sono state anche evidenziate parecchie opportunità "bottom-up" (selezione dei singoli titoli), dopo molti anni di predominio del criterio “top-down” (valutazioni macroeconomiche) sulle decisioni di investimento: in particolare, nei settori tecnologico, finanziario ed industriale. Uno scenario nel quale la migliore strategia di investimento dovrebbe basarsi su una ampia diversificazione delle classi di investimento, pur se con preferenza di base per l'azionario.

"Tuttavia, anche la diversificazione da sola non è probabilmente sufficiente ad affrontare la volatilità dei mercati e dovremmo pertanto prendere in considerazione altri modi per gestire i rischi guardando con maggiore attenzione al tema della convergenza tra processi convenzionali di investimento “long-only” e le possibili tecniche di investimento “alternative” per la gestione di portafogli" afferma Giordano Lombardo, CIO di Pioneer Investments. Vediamo di capire perché.

I rendimenti attesi sulla base di valutazioni attuali e di esperienze passate sono bassi per i titoli azionari e le obbligazioni con rischio di credito e probabilmente negativi per i titoli di Stato di paesi “core”. Allo stesso tempo, la volatilità tenderà a salire, visto che i mercati finanziari sono stati guidati prevalentemente dalla liquidità, così come cresceranno le incertezze sulle citate transizioni economiche globali.

Il miglior posizionamento strategico sembra essere offerto da un portafoglio molto diversificato, con sovrappeso della componente azionaria, sottopeso nei titoli di Stato dei principali paesi (soprattutto USA) e una posizione significativa (vale a dire almeno il 20/25%) in classi d'investimento alternative. La selezione geografica sarà probabilmente importante, ma più per evitare situazioni di rischio estremo (“tail risk”) su base locale che per incrementare il rendimento complessivo del portafoglio. Ci sono due ulteriori modi al là della diversificazione che aiutano a gestire il rischio di portafoglio.

Il primo è quello di effettuare decisioni in contesti in cui abbiamo qualche controllo sui risultati, come in un investimento fatto in ambito aziendale. Il secondo è quello di cercare situazioni che sono reversibili: se si commette un errore si può semplicemente annullare la decisione se i costi di transazione sono sufficientemente bassi. Un contributo in questa ricerca arriva dall'analisi della dispersione dei rendimenti in una certa asset class, misurata come differenza tra i rendimenti di gestori collocati nel primo e nell'ultimo quartile, che permette di concentrarsi su quelle asset class in cui la dispersione è elevata, ovvero su quelle che sono meno efficienti. Stiamo parlando, si intende, di classi di investimento alternative.

Gli investimenti alternativi sono generalmente favoriti perché dovrebbero offrire rendimenti relativamente non correlati (o comunque meno correlati con le classi tradizionali). Tuttavia questo vantaggio è spesso difficile da raggiungere, in quanto le correlazioni fra mercati hanno la spiacevole tendenza a non restare stabili, soprattutto in periodi di tensione. Ma ci sono altri vantaggi nelle classi di investimento alternative, citati meno frequentemente, e si basano sul fatto che questi possono offrire rendimenti più “dispersi” di quelli tradizionali. In altre parole, essi possono offrire maggiori opportunità di scelta all'interno della classe, fatto che ci porta alla “reversibilità” delle decisioni di investimento. Questo concetto è legato alla liquidità del titolo o classe in cui stiamo investendo.

Evidentemente le decisioni prese in classi alternative sono meno reversibili di quelle prese sulle tradizionali e questo a causa della minore liquidità delle prime. Pertanto, vi è una combinazione ottimale tra “controllo” (cercare cioè di concentrarsi su classi di attività in cui abbiamo più controllo, sfruttando le inefficienze del mercato) e “reversibilità”. Questa combinazione deve essere gestita con una calibrazione accurata delle classi alternative in un portafoglio diversificato.

"Il concetto nato recentemente di asset class “alternative liquide” è proprio finalizzato alla gestione della combinazione ottimale (trade-off) tra controllo e reversibilità al fine di migliorare la combinazione tra le due dimensioni in grandi portafogli. Esse cercano di concentrarsi sui gestori e tecniche di investimento alternativi e allo stesso tempo offrono migliori condizioni di liquidità, in linea con quelle offerte da classi di investimento tradizionali. Anche se si trovano nelle prime fasi del loro sviluppo, gli investimenti alternativi liquidi sembrano avere prospettive promettenti" puntualizza Giordano Lombardo.
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