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Dove cercare valore

4 Novembre 2013 - 19:00
financialounge - news
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“Sebbene i rendimenti dei titoli di stato non potranno restare così bassi in modo permanente, ritengo eccessivamente pessimiste le aspettative di un bear market a breve” dichiara Donatella Principe, Responsabile dell'Institutional Business Italia di Schroders che poi aggiunge: “Con curve dei rendimenti ripide e un’elevata volatilità implicita, continua pertanto a essere interessante una strategia di carry and roll-down sui governativi: detenere i titoli per la cedola, spostandosi lungo la curva dei rendimenti”.

In particolare, tra i segmenti più interessanti si distingue il front-end della curva europea e UK (quello relativo alle scadenze tra zero e due anni), dopo l’eccessivo sell-off che ha colpito le scadenze brevi. “Il settore corporate" prosegue Donatella Principe “offre ancora delle opportunità, ma i rendimenti sono più legati al carry e allo yield (ovvero alle cedole) piuttosto che all’aspettativa di guadagni in conto capitale (ovvero ad un ulteriore restringimento degli spread), con la selezione legata al rischio specifico dei singoli emittenti che gioca un ruolo sempre più importante.

La preferenza va ancora una volta alla zona Euro e al Regno Unito, con un focus particolare sul segmento con rating BBB e sul settore high yield; al contrario i titoli con merito di credito AA e A appaiono ormai ben valutati dal mercato (fair value). Tra l’altro l’orientamento ancora prudenziale delle società europee non fa ritenere probabile un re-leveraging importante: la bassa offerta netta resterà un elemento tecnico di supporto per il settore”.

Negli emerging markets, infine, la stabilizzazione della curva dei rendimenti USA offre per Donatella Principe un supporto alle emissioni denominate in dollari USA, con gli spread che appaiono oggi più interessanti di pochi mesi fa, cioè del momento precedente alla minaccia del tapering da parte della Federale Reserve USA.

“D’altra parte, le continue pressioni sui cambi, le prospettive economiche meno stabili e il ritorno di pressioni inflazionistiche, invitano invece alla cautela nel posizionarsi sul debito emergente in valuta locale” conclude Donatella Principe.
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