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Gli USA non sono più l'unico rifugio sicuro nei mercati globali

16 Ottobre 2013 - 18:00
financialounge - news
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Un accordo dovrebbe essere comunque trovato prima della scadenza ma gli effetti negativi della battaglia politica tra repubblicani e democratici si fanno già sentire. A cominciare da una disaffezione da parte degli investitori verso gli asset azionari USA a favore, soprattutto, di quelli europei: è infatti evidente che, alla luce della crescente incertezza politica, gli investitori stanno ripensando le loro strategie di portafoglio.

Sono queste, in estrema sintesi, le principali considerazioni a cui giunge Russ Koesterich, Global Chief Investment Strategist di BlackRock nel suo consueto commento settimanale sui mercati.

“A questo punto, siamo ancora abbastanza ottimisti sul fatto che un qualche tipo di accordo passerà almeno per estendere temporaneamente il tetto del debito del Tesoro USA. Tale accordo, tuttavia, è probabile che sia limitato e frammentario. Nel breve termine, qualsiasi accordo di bilancio sarebbe visto come un segnale positivo, tuttavia se il meglio che Washington può fare è quello di limitarsi a una serie di estensioni a breve termine, ci sarà un prezzo economico da pagare” dichiara Russ Koesterich per il quale gli attuali livelli della Borsa e l’elevata incertezza politica stimoleranno più alti livelli di volatilità del mercato, e agiranno come un freno per le imprese e la fiducia dei consumatori e incideranno negativamente sulla crescita economica.

Inoltre, l'incertezza in corso sta avendo un effetto sul sentiment degli investitori verso i titoli americani. I flussi dei fondi comuni continuano a evidenziare che gli investitori si stanno allontanando dagli Stati Uniti, confermando una tendenza che persiste da un paio di settimane: gli investitori stanno riscattando capitali dai fondi USA per spostarsi in Europa e in altre regioni. Ciò è in netto contrasto con la tendenza dominante che si è vista nella prima metà dell'anno, quando gli Stati Uniti erano la meta preferita (e spesso l'unica) per gli investitori.

“Da un punto di vista economico e dei mercati, si segnalano tre implicazioni per gli investitori. In primo luogo, mentre è improbabile una nuova recessione negli USA, la crescita sarà più lenta di quanto sarebbe senza problemi politici: senza questi, infatti, ci aspetteremmo per gli Stati Uniti una crescita tra il 2,5% e il 3% nel quarto trimestre mentre credo che lo status attuale renda il 2% il livello di crescita più probabile”.

“In secondo luogo, la Federal Reserve dovrà probabilmente adottare un ritmo più lento di tapering: l'incertezza economica causata dai contrasti politici, combinata con i ritardi di pubblicazione dei dati economici a causa della chiusura di alcuni dipartimenti governativi, rischia di procrastinare nel tempo le decisioni di politica monetaria della Fed".

“Infine, riteniamo che l'attuale contesto dovrebbe spingere gli investitori ( in particolare coloro che sono in sovrappeso in titoli americani) a spostare in modo più significativo il loro patrimonio in titoli azionari internazionali. Titoli internazionali che, alla data attuale, risultano più convenienti in termini fondamentali rispetto a quelli di Wall Street: sta infatti diventando sempre più chiaro che gli Stati Uniti non sono più l'unico rifugio sicuro nei mercati globali” conclude Russ Koesterich.
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