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La Turchia ha comunque una marcia in più

5 Giugno 2013 - 6:00
financialounge - news
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Inizio del mese di giugno in forte ribasso per la Borsa di Istanbul (-10,8%), a seguito dei timori degli investitori per le proteste antigovernative. In rialzo anche i rendimenti dei titoli di stato di Ankara (il decennale è salito fino al 6,96%), mentre la lira turca è arretrata di un ulteriore 0,7% sull’euro, portando la caduta da inizio anno al -4,5%.

Nonostante tutto questo, i principali driver dell’appeal dello sviluppo economico della Turchia restano intatti: debito pubblico sotto controllo, deficit di bilancio in contrazione, upgrade del rating, crescita economica in accelerazione e una maggiore stabilità del mercato finanziario. Uno scenario che dovrebbe consentire il proseguimento del positivo trend azionario: l’MSCI Turchia è ora in ribasso del 7,2% da inizio anno (contro il -5,47% dell’indice MSCI Emerging Markets globale), ma segna un +37,2% a 12 mesi (rispetto al +13,2% dell’MSCI EM), un +15,8% a 5 anni (che si confronta con un -16,1% dell’MSCI EM) e un +351,9% a 10 anni (contro il 214% dell’indice MSCI EM).

Secondo gli analisti la corsa della Turchia non si fermerà: certo la situazione attuale va seguita con attenzione e prima di cominciare a investire è meglio aspettare una stabilizzazione della situazione sociale del Paese. Resta il fatto che, nonostante gli indubbi miglioramenti già raggiunti da Ankara, il reddito pro-capite risulta ancora inferiore a quello medio dei Paesi dell’Unione Europea, e le riforme che potrebbero essere varate dovrebbe riuscire a liberare il potenziale di crescita economica del Paese.

Un altro supporto alla crescita viene individuato nel favorevole trend demografico che dovrebbe proseguire per almeno i prossimi 10-15 anni: tenendo conto che l’età media della popolazione è al di sotto dei 30 anni, ampiamente inferiore alla media europea, la Turchia potrà beneficiare di un mercato interno vasto e dinamico che rafforzerà la domanda interna, uno dei driver principali dell’economia turca.

Per quanto riguarda poi i settori di Borsa sui quali si concentrano le attenzioni dei gestori azionari, spiccano quelli capaci di offrire la più ampia esposizione alla crescita nel mercato interno. Tra questi spicca il settore bancario che a differenza di quello europeo non soffre di ingenti sofferenze e incagli e mostra tassi di crescita dei prestiti annui a doppia cifra in virtù anche degli imponenti progetti infrastrutturali del Paese.
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