Eurozona

Zona euro, tra ciclici e difensivi

30 Maggio 2013 - 6:00
financialounge - news
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È come se avesse vissuto sulle montagne russe per tre anni. Ha sfiorato l’orlo del precipizio nell’estate 2011 ed ora è piuttosto deluso dalle performance. È il profilo tipo dell’investitore che ha puntato tre anni fa sull’azionario zona euro: dopo 36 mesi, per la precisione da fine aprile 2010 a fine aprile 2013, ha perso in media il 3,72% del capitale investito.

Ma, come sempre accade quando si parla di medie e, soprattutto, in campo finanziario, non è andata così a tutti. Infatti da un lato ci sono gli investitori ultra contenti e, dall’altro, quelli estremamente delusi. Tra i primi figurano quelli che hanno investito nei titoli Eads (+165,4% in tre anni), Asml Holding (+154%), Inditex (+130,8%), Volkswagen (+128,3%), Anheuser Busch (+97,6%), Essilor International (+88,6%), Unibail Rodamco (+85,3%), Bmw (+84,9%), l’Oreal (+82,7%) e Sap (+80,5%).

Tra coloro che, invece, hanno accusato perdite molto superiori alla media di mercato, spiccano gli investitori nelle società Unicredit (-64%), ArcelorMittal (-60,7%), Rwe (-54,1%), E.On (-49,5%), France telecom (-47%), Banco Santander (-34,6%), Gdf Suez (-34,5%), Intesa Sanpaolo (-27,9%), Carrefour (-23,1%) e Telefonica (-22,7%).

È la conferma, qualora ce ne fosse bisogno, che un buon team di gestione azionaria ha sempre la possibilità di scegliere tra i titoli sottovalutati, e quindi destinati ad un potenziale apprezzamento, e quelli sopravvalutati e passibili di una correzione in Borsa.

In ogni caso, l’indice Eurostoxx 50, il paniere azionario delle 50 società più importanti nella zona euro per capitalizzazione e scambi, resta ora piuttosto conveniente: il suo rapporto prezzo / utili (p/e) è stimato per quest’anno a 12,1 contro una media degli ultimi 5 anni del 13,9: il suo dividendo annuo, inoltre, dovrebbe aggirarsi intorno al 4,21% lordo.
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