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L'Australia influenza l'Europa

17 Maggio 2013 - 10:00
financialounge - news
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Un contesto debole dei prezzi delle materie prime, i costi basati sull'inflazione e un dollaro australiano forte rispetto alle valute internazionali, hanno innescato un rinnovato focus sull’efficienza operativa e sui costi delle società minerarie.

I recenti profit warning delle corporation australiane suggeriscono rischi al ribasso per il capex (capital expenditure, ovvero spese per capitale): è risaputo che un basso livello di capex esprime investimenti insufficienti, che, qualora siano protratti nel tempo, potrebbero danneggiare il posizionamento competitivo delle aziende australiane sul mercato. Ma c'è di più.

Questo contesto può nuocere a cascata anche le aziende europee con forte esposizione alle spese per capitale del settore minerario: tra queste, per esempio, la finlandese Outotec, (80% di esposizione al settore minerario), le svedese Sandvik (40%) e Atlas Copco (30%) e l’altra società finlandese Metso (30%). Sotto i riflettori anche la tedesca HeidelbergCement e la svizzera Holcim, per le quali l'Australia è tra i primi mercati di sbocco.
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