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Sgravi fiscali e ristrutturazione del debito privato

6 Marzo 2013 - 19:00
financialounge - news
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Nell’articolo “Il valore del collateral nel debito” Maurizio Novelli, Global Strategist di Zest Asset Management ha spiegato la trappola della liquidità e del debito nella quale è precipitata l’economia dei principali paesi occidentali: come uscirne?

“Certamente non manca lo scontro frontale tra strategie monetariste, liberiste o keynesiane. Mentre i monetaristi hanno esaurito le cartucce (i tassi sono a zero), i Keynesiani sostengono l'approccio nel creare ulteriore debito pubblico mentre i liberisti ribadiscono la necessità di ridurlo. Tuttavia il problema vero non è nel debito pubblico ma nel debito privato, nelle dinamiche del reddito reale e nel valore del collateral".

"Mentre la FED è impegnata nel cercare di sostenere il valore del collateral (per ridurre il debito/asset ratio), e tale approccio costituisce una innovazione rispetto alle tradizionali politiche monetarie, nessuno discute di come invertire il trend di riduzione dei redditi reali, altro fondamentale fattore di miglioramento della sostenibilità del debito privato (ma anche pubblico)".

"Le politiche economiche rimangono quindi ancorate ad un approccio troppo tradizionale ed assolutamente inadeguato a risolvere il problema in tempi brevi, mentre anche in questo caso avremmo bisogno di unconventional policies anche da parte della politica economica” precisa Maurizio Novelli.

Infatti aumentare il debito pubblico non serve a nulla se deve essere finanziato con nuove tasse (riducendo quindi il reddito reale), ma anche le politiche liberiste basate sulla riduzione del debito producono una riduzione della crescita (data la correlazione positiva tra ciclo del debito e crescita).

“La soluzione possibile per coloro che sostengono un approccio Keynesiano nella soluzione della crisi è quindi quella di creare debito pubblico non tramite spesa (il cui moltiplicatore sul PIL è incerto), ma tramite sgravi fiscali che producano un aumento del reddito disponibile (gli Stati Uniti lo hanno fatto dal 2008 al 2012). Solo un immediato aumento del reddito disponibile è utile nel contesto attuale ad attenuare il problema dell'eccesso di debito. Nel complesso la soluzione migliore sarebbe quella di applicare contemporaneamente al solo settore privato, vero motore dell'economia reale, sia l'approccio Keynesiano con sgravi fiscali, sia quello liberista (ristrutturazione del debito privato), al fine di produrre un aumento del reddito reale e un miglioramento della sostenibilità del debito".

"L’America lo ha già fatto ma ora ha iniziato ad invertire la rotta. Spetta dunque all’Europa cambiare strategia per compensare meno espansione fiscale in USA e forse la minaccia di instabilità in Italia potrebbe essere un elemento importante per far riflettere. Solo in questo modo potremmo ottenere una soluzione della crisi da debito che affligge l'economia internazionale e che rischia di durare oltre le previsioni formulate dai governi e dalle Banche Centrali” conclude Maurizio Novelli.
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