Brexit, e ora? Le date cruciali e le attese degli investitori

di Leo Campagna

Zangana (Schroders) sorpreso dalla maggioranza degli investitori, che si aspetta che il periodo di transizione per la fase negoziale tra UK e UE sarà stato esteso oltre la scadenza del 31 dicembre

Il 31 gennaio scorso è stato il “Brexit day“. Dopo poco più di tre anni e mezzo dal referendum nel quale i cittadini del Regno Unito si sono espressi per uscire dall’Unione Europea con il 52% dei voti favorevoli, e il 48% contrari, è iniziato un periodo di transizione, che, al momento, dovrebbe durare fino al 31 dicembre 2020.

DECISIVO L’ESITO DELLE ELEZIONI DI DICEMBRE 2019

Ciò è stato reso possibile dall’esito delle elezioni di dicembre 2019, in cui il Partito conservatore si è assicurato la maggioranza di cui aveva bisogno per far passare l’Accordo di recesso al Parlamento britannico: la condizione indispensabile per l’uscita dall’Ue il 31 gennaio. Nel Parlamento Europeo non ci saranno più rappresentanti del Regno Unito, che resterà nell’unione doganale e nel mercato unico fino alla fine del periodo di transizione. Nel Regno Unito proseguirà l’operatività anche de circa 40 accordi commerciali che l’Unione Europea ha con altri Paesi.

LE ASPETTATIVE DEGLI INVESTITORI

Ma cosa accadrà da qui alla fine di quest’anno? E quali sono le aspettative degli investitori? Il team di economisti di Schroders ha avuto modo di partecipare ad una serie di conferenze organizzate dalla casa d’investimento nel Regno Unito e in Irlanda, nel corso delle quali sono stati richiesti ai partecipanti i prossimi step della Brexit. In particolare, a che punto sarebbe stata la relazione tra Regno Unito e UE all’inizio del 2021, dopo la fine del periodo di transizione.

LA MAGGIORANZA SI SCHIERA PER LA “LIMBO BREXIT”

La maggioranza delle risposte (52%) è confluita in quella che si può definire “limbo Brexit secondo cui a inizio 2021 il periodo di transizione sarà stato esteso oltre la scadenza e l’accordo con l’UE sarà ancora in fase negoziale (vedi grafico sotto). Un aspetto di rilievo è che tale ‘opzione’ è risultata ancora più ampia (68% delle risposte) tra i partecipanti del convegno a Dublino.

A distanza di un anno da oggi, in che posizione si troverà il Regno Unito in riferimento a Brexit?

Fonte: Schroders, 21 gennaio 2020

L’HARD BREXIT PREVISTA SOLO DA UNA MINORANZA DI OPERATORI

“In base alla linea politica adottata attualmente dal governo britannico l’opzione più coerente risulterebbe l’Hard Brexit”. Invece, a sorpresa, soltanto una piccola minoranza dei partecipanti (4%) si aspettano che non ci sarà un accordo e un altro salto nel vuoto alla fine del periodo di transizione”, ha fatto sapere Azad Zangana, senior European economist and strategist di Schroders, che ha poi aggiunto: “Al contrario una significativa maggioranza di coloro che hanno risposto si è pronunciato per un accordo di qualche tipo o un’estensione del periodo di transizione: uno scenario che, qualora fosse confermato nei fatti risulterebbe il più gradito ed auspicato dai mercati. Se avranno ragione, è probabile che si possa registrare una significativa riduzione dell’incertezza politica e della volatilità, rispetto agli ultimi 12 mesi”.

Ecco di seguito la timeline della Brexit:

00:00 CET del 31 gennaio 2020 – Il Regno Unito esce dall’Unione Europea
11 febbraio 2020 – Aggiornamento dei dati sul Pil britannico
Fine febbraio / inizio marzo 2020 – Accordo sul mandato e avvio dei negoziati
11 marzo 2020 – Budget UK
26 marzo 2020 – Primo meeting della Bank of England sotto la guida del nuovo governatore
Giugno 2020 – Summit per valutare lo stato delle negoziazioni tra UE e UK
Fine novembre 2020 – Deadline per l’accordo
31 dicembre 2020 – Fine del periodo di transizione

Fonte: Schroders

MCCAIG / iStock / Getty Images Plus


Financialounge.com
3 Febbraio 2020
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