Da Big Data a Smart Data: la chiave per un vantaggio competitivo negli investimenti

La Pace (GSAM): “Una parte dei dati fornisce segnali anticipatori sull’attività delle aziende. Se si aggiunge il giudizio umano, nascono informazioni rilevanti”.

Come in altri settori, anche in quello degli investimenti la rivoluzione tecnologica ha stravolto l’approccio degli addetti ai lavori rispetto al passato. Non a caso, durante la tappa torinese di ConsulenTia 2017, uno degli incontri è stato dedicato proprio a questa tematica. Tra i gestori più attivi nello sfruttare le possibilità offerte dai Big Data c’è sicuramente Goldman Sachs Asset Management. E proprio per fare il punto sull’argomento, nel corso di ConsulenTia Torino abbiamo rivolto alcune domande a Loredana La Pace, Country Head per l’Italia di GSAM.

Il tema dei big data è di grande attualità, come stanno cambiando gli investimenti?

“Nello scenario economico attuale, più complesso rispetto al passato e dove il settore industriale rappresenta ormai meno di un quarto della produzione nella maggior parte dei mercati sviluppati, le opportunità di sviluppo della produttività e della crescita come conseguenza del “progresso tecnologico” appaiono decisamente in evoluzione. Con la progressiva integrazione, a livello mondiale, della tecnologia digitale nelle routine quotidiane e il rapido abbassamento delle barriere alla generazione di dati, abbiamo già raggiunto un punto in cui oltre il 90% di tutti i dati mai generati è stato creato negli ultimi due anni, e il ritmo è destinato ad accelerare: nel 2020 il mondo avrà generato una quantità di informazioni 128 volte superiore a quella generata nel 2013. Questa crescita esponenziale dei dati crea incredibili sfide e opportunità. In buona parte, i dati non sono altro che rumore di fondo e non offrono grandi contenuti informativi che gli investitori possano sfruttare a livello di portafoglio. Un’ampia fetta delle informazioni create, però, è altamente rilevante per gli investitori, in quanto fornisce segnali precoci e accurati sull’attività delle aziende, le preferenze personali e gli schemi di comportamento. In una prospettiva di investimento, questo crea una reale opportunità, permettendo di associare al tradizionale giudizio umano sulla probabile performance di una società sofisticati algoritmi ottimizzati dal computer in grado di filtrare le informazioni rilevanti. È risaputo che viviamo nell’era dei ‘Big Data’: l’opportunità, per gli investitori, consiste nel porsi alla guida della trasformazione da ‘Big Data’ a ‘Smart Data’”.

Rivoluzione tecnologica, stravolgimenti socio-economici e nuovi mercati: quali sono le vostre proposte per gestire i cambiamenti globali in atto?

“L’agricoltura, i trasporti, i viaggi, la distribuzione al dettaglio e naturalmente il settore finanziario e la gestione del risparmio sono tutti esempi di come l’analisi dei dati stia diventando il volano dell’innovazione e quindi incida sulla creazione di un vantaggio competitivo. I team di gestione che non investono in queste tecnologie e non sono in grado di sfruttarle rischiano di perdere terreno, e prima o poi la loro quota di mercato è destinata a ridursi. Nell’industria dell’asset management, la capacità di elaborare i dati, raccogliendo insight nascosti in grandi quantità di dati non strutturati e convertendoli in informazioni spendibili, sarà un fattore critico per il successo degli investitori data-driven. È essenziale che le tecniche di investimento progrediscano di pari passo con la disponibilità di informazioni, perché in definitiva investire è da sempre una questione di riuscire a mantenere un vantaggio informativo e analitico, e da sempre gestione attiva significa scoprire nuove opportunità prima che siano scontate dal mercato. Crediamo che l’adozione di modelli data-driven potrebbe non solo conferire un vantaggio, ma diventare la raison d’être per prosperare in questo settore in continua evoluzione”.

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FinanciaLounge
21 Settembre 2017
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