Bce, taglio contenuto controbilanciato dalla forward guidance

di Antonio Cardarelli

Secondo Andrew Wilson (GSAM) l’indeterminatezza del nuovo quantitative easing e il rafforzamento della forward guidance sopperiscono alle scelte della Bce sui tassi

Nel corso dell’attesa conferenza stampa di giovedì pomeriggio, il presidente Mario Draghi ha illustrato le decisioni prese dalla Banca centrale europea su tassi, nuovo quantitative easing e molto altro.

LE DECISIONI DELLA BCE

Anticipate dalla consueta nota, le principali scelte della Bce hanno riguardato un taglio di 10 punti base del tasso di deposito (passato da -040% a -0,50%) e il riavvio di acquisti mensili di titoli al ritmo di 20 miliardi di euro al mese. Un quantitative easing 2.0 che, hanno notato molti osservatori, assume un’importanza rilevante poiché non è stata fissata una data di conclusione. Inoltre lo stesso Draghi, che si prepara a lasciare il testimone a Christine Lagarde, ha illustrato i nuovi TLTRO (targeted longer-term refinancing operations) che verranno modificati con l’obiettivo di contribuire alla crescita dell’economia reale.

TASSI D’INTERESSE E FORWARD GUIDANCE

Tornando ai tassi, l’unico ad aver subito una sforbiciata è stato quello sui depositi delle banche presso la banca centrale mentre gli altri sono rimasti invariati: “Un taglio dei tassi più contenuto del previsto e una portata degli acquisiti mensili inferiore alle previsioni – commenta Andrew Wilson, CEO per l’area EMEA e Global Head of Fixed Income di Goldman Sachs Asset Management – sono stati in qualche modo controbilanciati dal rafforzamento della forward guidance (indicazioni prospettiche, ndr) e dall’indeterminatezza della ripresa del quantitative easing”.

MANI LIBERE IN FUTURO

“Guardando avanti – prosegue Wilson – pensiamo che l’introduzione di un sistema a due livelli (tiering) per le riserve bancarie soggette a un tasso negativo di deposito possa consentire altre riduzioni dei tassi nel caso in cui l’inflazione, e soprattutto le aspettative di inflazione, rimangano basse. Infatti, il presidente uscente Mario Draghi ha sottolineato che un “riancoraggio” inferiore delle aspettative di inflazione a livelli non coerenti con il target di inflazione delle banche centrali ha ispirato il pacchetto di easing di oggi. Detto questo, Draghi ha chiarito che i policymaker non hanno considerato la possibilità di un disancoraggio delle prospettive di inflazione”.

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Flickr / BCE


FinanciaLounge
16 Settembre 2019
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