Lusso, un futuro luminoso grazie a Cina e social media

di Redazione

Le nuove tendenze del settore del lusso evidenziano una crescente domanda in Cina, una maggiore sensibilità alla sostenibilità e l’impatto dei social media sui gusti dei consumatori più giovani

Chi ha investito nel lusso negli ultimi anni ha ottenuto discrete soddisfazioni seppure in un contesto molto dinamico in cui si sono alternati lunghi periodi di crescita e brevi fasi di calo della domanda. Rallentamenti momentanei superati grazie all’ingresso sul mercato dei consumatori più giovani, soprattutto in Asia.

LA MARCIA IN PIÙ DEI MILLENNIAL

Un fenomeno che fornisce un indizio importante a coloro che vogliono continuare a puntare su questo settore. “Alla luce della crescente importanza per la domanda dei beni di lusso dei Millennial, in particolare tra i consumatori asiatici, riteniamo che i marchi in grado di targettizzare in modo adeguato questa clientela nei rispettivi canali preferiti saranno i vincenti del mercato”, fa sapere Swetha Ramachandran, Investment Manager, luxury equities di GAM Investments.

MENO INVESTIMENTI NEI MEDIA TRADIZIONALI E PIU’ SUI SOCIAL

Infatti, se è vero che i grandi luxury brands continuano ad usare i mezzi di comunicazione tradizionali, è altrettanto evidente come l’avvento della digitalizzazione e dei social media offra alle aziende del lusso nuovi modi per entrare in contatto con il consumatore. Una conferma arriva da una ricerca di Forrester nella quale emerge un calo del 32% della spesa per la pubblicità sulla stampa da parte dei marchi del lusso su scala globale negli ultimi cinque anni. Come dire che i marchi sono sempre più orientati ad un mix di strumenti di comunicazione per raggiungere i consumatori dove trascorrono più tempo, ovvero i social media più che la carta stampata.

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IL LUSSO COME STATUS SYMBOL

Una crescita mirata in particolar modo raggiungere i consumatori più giovani in Cina, più che in altri mercati. Questo perché è il Paese in cui la disponibilità economica della popolazione giovane cresce più rapidamente orientando la domanda verso i prodotti e le esperienze di alta qualità come uno status symbol grazie anche alla popolarità dei servizi tecnologici.

ENTRO IL 2022, 10 MILA MILIARDI DI DOLLARI DI SPESA IN PIÙ

Un fenomeno che, come sostiene Ramachandran, costringe le aziende non soltanto ad incrementare gli standard qualitativi di assistenza ai clienti ma soprattutto a competere per conquistare l’attenzione dei consumatori attraverso i nuovi canali digitali. I numeri parlano chiaro: in base alle previsioni del Brookings Institute, ogni secondo cinque persone entrano a far parte del ceto medio in Asia nel quale confluirà circa il 70% del prossimo miliardo di persone concentrato in Cina e India. Si stima che entro il 2022 i ceti medi, su scala globale, potrebbero arrivare a spendere 10 mila miliardi di dollari in più.

PIÙ SENSIBILITÀ AI FATTORI ESG, SOPRATTUTTO IN ASIA

In parallelo, le giovani generazioni – i Millennial e la Generazione Z – evidenziano una maggiore sensibilità ai fattori ESG (ambientali, sociali e di governance). Secondo una stima di BCG circa due terzi dei consumatori di beni di lusso tra i consumatori più giovani su scala globale sono influenzati dalla sostenibilità, in particolare per quanto riguarda ambiente, produzione etica e benessere degli animali. “L’aspetto interessante è che siano soprattutto i consumatori asiatici ad esprimere questa maggiore sensibilità verso la sostenibilità. Il tema diventa pertanto ancora più rilevante alla luce del fatto che è destinata a prevalere la domanda da parte dei Millennial asiatici”, conclude Ramachandran.

Getty


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11 Dicembre 2019
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