Obbligazioni societarie, ecco i settori che faranno meglio

Per i risparmiatori italiani ed europei, una potenziale alternativa ai titoli di stato della zona euro sono le obbligazioni societarie di emittenti di qualità alta e medio alta (i cosiddetti corporate bond con rating investment grade). Secondo gli esperti, infatti, questa tipologia di titoli che rientra tra le asset class obbligazionarie sulle quali la BCE potrà investire ogni mese sul mercato, sono destinati a vedere rafforzate le quotazioni mentre i rendimenti (che si muovono in direzione opposta ai prezzi) dovrebbero scendere ulteriormente.

Si tratta di titoli che offrono attualmente, in base gli indici Barclays, tra lo 0,92% annuo (Euro aggregare corporate euro 3-7 anni) e l’1,68% (Euro aggregate corporate euro oltre 7 anni): anche per questo, i margini per ulteriori ingenti riduzione dei tassi sono piuttosto esigue. Ecco che allora la differenza la potrà fare la selezione dei settori.

A questo proposito, uno studio di una importante investment bank svizzera ha evidenziato che ci sarebbero tre settori che, più degli altri, potrebbero avvantaggiarsi nei prossimi mesi: i media, i viaggi e il tempo libero, e l’automotive.

Come sono arrivati a preferire questi settori? Hanno posto alcuni filtri, due dei quali di maggiore importanza. In primis è stato posto ampio rilievo all’esposizione al ciclo economico. Dal momento che la BCE sta rendendo i finanziamenti alle imprese della zona euro sempre più accessibili e a tassi ridotti, le aziende più esposte al ciclo economico sono avvantaggiate. In secondo luogo, sono state privilegiate le società poco correlate al prezzo del petrolio. Visto che le quotazioni dl greggio, a 38 dollari al barile, risultano pari al +40% rispetto ai minimi di gennaio, e che il consenso degli analisti stima un prezzo del petrolio intorno a 46 dollari a fine anno, esistono maggiori rischi di calo dagli attuali prezzi che di rialzo: meglio quindi che gli emittenti obbligazionari risultino piuttosto isolati dalle quotazioni del greggio.




FinanciaLounge
15 Aprile 2016
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