L’industria militare corre con Trump. Ma era già partita con Obama

Il mercato globale della difesa è tornato ai livelli del 1990. A dominare sono 10 colossi, 7 americani e 3 europei, tra cui l’italiana Leonardo. Assenti i cinesi, ma solo perché non se ne sa abbastanza…

Il primo anno di amministrazione Trump è stato sicuramente un buon anno per i grandi gruppi USA della difesa – da Boeing, a Raytheon, a Lockheed Martin – che hanno portato a casa decine di miliardi di dollari in contratti del Pentagono e beneficiato della crescita dei fatturati a livello globale. Ma, a dispetto dei luoghi comuni legati all’Obama premio Nobel per la pace, quella di Trump non è stata una svolta rispetto alle politiche del suo predecessore, quanto un tentativo di accelerazione su una strada già molto ben tracciata.

APPROFONDIMENTO
Investimenti responsabili, l’approccio ESG rende le performance competitive

Il Think Thank californiano Global Research, non sospettabile di simpatie per The Donald, ha recentemente notato che l’attuale amministrazione fa fatica a spingere le vendite americane di sistemi di difesa e armi in giro per il mondo, ma non a causa della concorrenza di europei o cinesi. Il problema di Trump, scrive Global Research, è che i paesi che acquistano armi e sistemi dagli USA stanno ancora digerendo le ingenti forniture dell’era Obama e non sono ancora pronti a nuovi acquisti. Del resto, gli otto anni di presidenza Obama hanno segnato nuovi record per vendite di armi e sistemi americani all’estero, come afferma sempre Global Research. Secondo le stime dell’organizzazione svedese anti-armamenti SIPRI, il mercato globale della difesa e delle armi sta continuando a crescere e nel 2016 è tornato ai livelli del 1990, anche se il picco degli anni ‘80 in piena Guerra Fredda è ancora distante.

L'andamento del mercato degli armamenti (Fonte: Fonte: Stockholm International Peace Research Institute)
L’andamento del mercato degli armamenti (Fonte: Fonte: Stockholm International Peace Research Institute)

Quello della spesa militare globale è un mercato da 1.700 miliardi di dollari l’anno dominato da 10 grandi gruppi industriali, 7 americani e 3 europei. Dalla classifica dei top 10 pubblicata dal sito zerohedge.com mancano i cinesi, non perché si astengano da questo tipo di produzioni, ma perché non ci sono abbastanza dati certi e verificabili su quanto e cosa vendano. Subito dopo il terzetto di testa costituito da Lockheed Martin, Boeing e Raytheon, troviamo Northrop Grumman, General Dynamics, BAE Systems US e L3 Technologies, mentre le europee sono rappresentate da Airbus, d BAE Systems UK e dall’italiana Leonardo-Finmeccanica. Sul valore totale del mercato globale della difesa, quello che riguarda esclusivamente le armi vere e proprie – armi da fuoco, carri armati, jet, missili, navi da guerra – vale poco meno di un quarto, 375 miliardi di dollari.




FinanciaLounge
16 Gennaio 2018
Partner
Top