Conti degli italiani in Svizzera: il Fisco ottiene i dati, al via controlli a tappeto

di Fabrizio Arnhold

Tremano 200mila titolari di conti presso le banche svizzere. A rischiare sanzioni penali sarebbero i contribuenti che non hanno aderito alla voluntary disclosure tra il 2105 e il 2016. Previsto un gettito di un miliardo di euro

Più di 200mila contribuenti italiani, con un conto in Svizzera, finiscono sotto la lente del Fisco. Un regalo di Natale inaspettato per chi non ha aderito alla voluntary discosure o per quei contribuenti che sono legati a società fiduciarie, come riportano oggi i media italiani ed elvetici. 

PIÙ DI UN MILIARDO PER LE CASSE DELL’ERARIO

Si tratta del primo importante effetto dell’avvio dello scambio di informazioni fiscali tra la Svizzera e l’Italia in tema bancario. Secondo alcune stime, l’operazione potrebbe rimpinguare le casse del Fisco con cifre attorno al miliardo di euro, di molto superiori a quelle ipotizzate per il gettito della plastic tax. 

BERNA TRASFERISCE ALL’ITALIA I NOMI DEI CONTRIBUENTI

Sarebbero finiti al centro dei controlli anti-evasione gli intestatari di conti correnti o depositi nelle maggiori banche elvetiche (Ubs, Bsi, Efg e altri), tra il 23 febbraio 2015 e il 31 dicembre 2016, quindi prima dell’entrata in vigore dell’accordo che prevede lo scambio automatico di informazioni tra i due Paesi. Berna starebbe trasferendo al nostro Fisco i dati dei contribuenti sotto osservazione. 

Il Fisco ha iniziato controlli su partite Iva, chiuse in automatico le inattive

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I CONTROLLI DEL FISCO ITALIANO

Per contrastare l’evasione, il Fisco farà controlli a tappeto, incrociando i dati contenuti nelle dichiarazioni dei redditi con l’esistenza e gli importi dei depositi in Svizzera. Se dovessero emergere anomalie, il rischio è quello di una denuncia penale per violazione delle normative sul riciclaggio. 

L’ACCORDO TRA ITALIA E SVIZZERA

Italia e Svizzera hanno stipulato un accordo che prevede l’obbligo per legge a comunicare alle autorità fiscali i rapporti di conto corrente aperti a favore di non residenti che dovranno essere comunicati al Fisco del Paese di appartenenza. In questa maniera, il contribuente italiano verrà individuato dall’Agenzia delle entrate che farà gli approfondimenti del caso. Insomma, vita sempre più dura per chi continua a non pagare le tasse in Italia. 

SOTTO OSSERVAZIONE ANCHE I “PANAMA PAPERS”

Secondo quanto scritto da Italia Oggi, Berna starebbe anche trasferendo le informazioni relative ai titolari delle società riconducibili alla lista “Panama Papers”, diffusa nel 2016, ma anche i nominativi dei contribuenti elencati nella lista del Credit Suisse, del 2014. Per questi contribuenti che non avrebbero ancora sanato la loro posizione fiscale, si muove la Procura di Milano. Gli effetti di questi controlli si vedranno il prossimo anno.

Damien VERRIER / iStock / Getty Images Plus


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19 Dicembre 2019
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