Costruire portafogli partendo dal rischio e non dal rendimento

Nell’ultima tavola rotonda di ConsulenTia18 Napoli si è parlato della necessità di trasformare il risparmiatore in investitore consapevole del ruolo del rischio.

“Se oltre il 60% dei risparmiatori si aspetta un rendimento annuo dell’8% ma non ha intenzione di aumentare l’esposizione al rischio c’è qualcosa che non va”. Lo dice chiaro e tondo Antonio Bottillo, Country Head di Natixis Investment Managers, nell’ultima tavola rotonda dell’edizione napoletana di ConsulenTia18 dal titolo “Costruzione di portafoglio. Trend attuali e nuove tendenze evolutive per gestori e consulenti” che ha visto protagonisti, inoltre, anche Marco Romani, Head of Investment Advisory di CNP Partners e Marco Tabanella, Head of Wealth & Retail Clients di iShares (gruppo BlackRock).

GESTIRE LE EMOZIONI

Antonio Bottillo, evidenziando come lo scenario sia profondamente cambiato in virtù soprattutto di due fattori entrati in gioco nel 2018 – stretta delle politiche monetarie e guerra dei dazi – ha posto l’accento sul ruolo dei consulenti: “Il vostro ruolo – ha detto rivolto alla platea della sala Galatea – è quello di far staccare l’investitore dalla realtà del breve termine e aiutarlo a gestire le emozioni. Negli ultimi anni si è pensato solo al rendimento, oggi, complice anche la Mifid II, si deve partire dal rischio: la domanda è ‘quanto sei disposto a rischiare’ rivolta ovviamente all’investitore”.

IL FATTORE FINTECH

Per costruire portafogli adatti al nuovo scenario gli strumenti passivi hanno sicuramente un ruolo: “In qualche modo fintech e banche digitali sono diventati un benchmark con cui confrontarsi – ha specificato Tabanella – saper scomporre un portafoglio è il primo passo e anche per noi ogni portafoglio è per definizione attivo. Poi, in un secondo livello, si andrà a fare delle scelte tra strumenti attivi e passivi”.

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DIVERSIFICAZIONE E CIR

Lo stesso Tabanella ha sottolineato come gli strumenti passivi siano ancora poco diffusi tra i consulenti italiani, elemento che prospetta un margine potenziale di crescita importante. Ma in tema di diversificazione anche gli investimenti ESG ricoprono un ruolo da non sottovalutare: “Soprattutto perché – ha spiegato Bottillo – gli stessi indici che oggi vanno per la maggiore dovranni adattarsi al trend della sostenibilità e quindi cambieranno”. In chiusura il responsabile italiano di Natixis ha rimarcato l’importanza di trasformare i risparmiatori italiani in “investitori”, superando il concetto di “rendita” mentre, interrogato dal pubblico dai CIR che il governo si appresta a lanciare, ha commentato che “si possono fare, ma bisogna dire cosa sono e a cosa servono” poiché, in fin dei conti, “si tratta di titoli di stato italiani”.

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FinanciaLounge
11 ottobre 2018
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