Carte di credito, il rialzo della Fed costerà 2,2 miliardi in più ai consumatori

Dopo l’aumento dei tassi da parte della Fed dello 0,25%, i consumatori americani potrebbero pagare 2,2 miliardi di dollari in più sul loro debito con le carta di credito.

Mercoledì scorso la Federal Reserve ha alzato il tasso di riferimento dei fondi federali (Fed Funds) di un quarto di punto percentuale (+0,25%), portandoli verso il range compreso tra l’1,75% e il 2%. Se molti economisti si aspettavano questa mossa, i consumatori americani, in particolare i possessori delle carte di credito, farebbero bene a fare i conti. Infatti, i consumatori con un debito sulle carte di credito dovrebbero pagare probabilmente ulteriori 2,2 miliardi di dollari di interessi all’anno. È quanto hanno calcolato gli analisti del sito CompareCards.com.

TAEG SULLE CARTE DI CREDITO AL 15,57%

Per farlo, gli esperti del sito hanno dapprima selezionato i consumatori che hanno un debito in essere e, successivamente hanno attualizzato il tasso di interesse complessivo (TAEG) che, prima del rialzo dei tassi da parte della Fed si attestava al 15,32% e che è salito al 15,57% dopo l’aumento.

CIRCA MILLE MILIARDI DI DOLLARI DI DEBITI

I titolari di carte di credito con debiti da restituire hanno attualmente in essere circa mille miliardi di dollari di debiti, secondo le ultime stime rese note dalla Federal Reserve. Sulla base di questi numeri, gli analisti di CompareCards.com sono arrivati alla conclusione che le famiglie americane indebitate con carte di credito pagheranno collettivamente 2,2 miliardi di dollari in più dopo l’aumento di 25 punti base deciso mercoledi 15 giugno.

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TASSI IN AUMENTO PER CONTRASTARE L’INFLAZIONE

La banca centrale americana alza e abbassa i tassi di interesse con l’obiettivo di controllare l’inflazione. Quando la Federal Reserve aumenta i propri tassi, alle banche costa di più prendere in prestito denaro. E in genere trasferiscono tali costi al consumatore.
I tassi di interesse delle carte di credito sono variabili e legati al tasso primario, un indice di alcuni punti percentuali sopra il tasso dei fondi federali. È un livello di riferimento che le banche utilizzano per stabilire la linea di demarcazione a partire dalla quale stabilire i tassi di credito (mutui, finanziamenti aziendali e personali) e delle carte di credito. Con l’aumento dei tassi dei fondi federali, anche il tasso primario sale.

60 GIORNI DI TEMPO

Nel momento in cui il tasso della Fed aumenta, di solito, passano circa 60 giorni prima che i consumatori vedano l’impatto sulla propria situazione debitoria. Ecco perché, secondo gli esperti, le famiglie con il debito della carta di credito dovrebbero prendere in considerazione la possibilità di rifinanziare o consolidarlo adesso, oppure di trasferirlo su un’altra carta di credito con un tasso di interesse più basso.

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MINORE POTERE D’ACQUISTO PER LE FAMIGLIE

“L’aumento dei tassi di interesse comincerà a mettere a dura prova le famiglie indebitate che sono già al limite con budget di spesa ristretti, ha affermato Greg McBride, capo analista finanziario del sito web di finanza personale Bankrate, che ha poi aggiunto:”Tassi più alti e pagamenti più elevati spremeranno il potere d’acquisto delle famiglie senza nessuna contropartita di aumento delle retribuzioni”.

RENDIMENTI PIU’ ALTI PER I CONTI DI RISPARMIO

Ma c’è anche un altro aspetto da valutare, ed è sul fronte dei prestatori di denaro. Se le banche iniziano a raccogliere più fondi, possono quindi offrire tassi di interesse più elevati su prodotti di risparmio, inclusi conti di risparmio e certificati di deposito, per attirare i consumatori.

belchonock / iStock / Getty Images Plus


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20 Giugno 2018
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