I cinesi mollano il dollaro e piazzano 4 miliardi di bond in euro

di Redazione

Richieste cinque volte superiori alla disponibilità per i titoli di Stato cinesi in euro, una mossa che si colloca nelle trattative sui dazi tra Cina e Usa

Dopo 15 anni la Cina torna a emettere obbligazioni governative in euro. Il collocamento è avvenuto nei giorni scorsi e ha riscosso un buon successo, con richieste quasi cinque volte superiori alla disponibilità.

TRE SCADENZE DIVERSE

Il bond del governo cinese in euro è stato emesso in tranche con scadenze da 7, 12 e 20 anni con due miliardi di euro per la durata più breve e un miliardo per ognuna delle durate più lunghe. I due miliardi della tranche da 7 anni avranno un rendimento dello 0,197%, quello a 12 anni 0,618% mentre quello a 20 anni restituirà l’1,078%.

LE TRATTATIVE SUI DAZI

Impossibile non contestualizzare l’emissione di titoli governativi in una valuta estera diversa dal dollaro da parte della Cina nelle trattative che riguardano la guerra dei dazi con gli Usa. Nei giorni scorsi, infatti, erano trapelate indiscrezioni su una “fase uno” degli accordi giunta a buon punto, con Trump e Xi addirittura dati per pronti a firmare la fine delle ostilità a breve.

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FASE UNO IN STALLO

Tuttavia, il presidente americano non sembrerebbe propenso ad accettare la richiesta della Cina – che a sua volta ha fatto delle concessioni tra cui l’impegno a non svalutare ulteriormente lo yuan – di ritirare le tariffe introdotte lo scorso settembre su 112 miliardi di dollari di beni cinesi importati dagli Usa. Non a caso le Borse asiatiche, dopo un mini rally iniziale, sono tornate nuovamente a vedere il segno meno.

DIVERSIFICARE LE EMISSIONI

La scelta di emettere titoli di Stato in euro, stando a diversi analisti, sarebbe motivata dalla volontà della Cina di allentare la dipendenza dal dollaro. Secondo indiscrezioni provenienti dagli Usa, Washington sarebbe infatti intenzionata a non sottoscrivere in futuro debito emesso dalla Cina. Da qui la decisione di Pechino di diversificare il collocamento del proprio debito in valuta estera.

mars58 / iStock / Getty Images Plus


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6 Novembre 2019
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