Azioni Europa, meglio i buyback dei dividendi generosi

di Redazione

Da uno studio di Morgan Stanley emerge che le società europee hanno speso negli ultimi 12 mesi una somma record in buyback (riacquisti di azioni proprie) che ha fruttato performance superiori a quelle delle aziende ad alto dividendo

Le società europee hanno destinato un importo record per i riacquisti di azioni proprie (buyback) negli ultimi 12 mesi. Morgan Stanley ha infatti calcolato che le compagnie europee quotate in Borsa hanno speso circa 100 miliardi di dollari per i buyback, registrando anche il tasso di crescita più alto di sempre. I riacquisti ora rappresentano il 20% di tutti i rendimenti in tasca agli azionisti, e questo è un altro record assoluto.

RENDIMENTO PER L’AZIONISTA

Se si sommano i dividendi e i buyback, il rendimento complessivo per gli azionisti si attesta al 4,5% per l’Europa e al 6,5% per il Regno Unito: quest’ultima percentuale rappresenta un massimo negli ultimi 30 anni. Ma l’aspetto di maggiore risalto dell’analisi di Morgan Stanley è l’evidenza che i buyback sono riusciti a sprigionare una migliore sovraperformance delle quotazioni in Europa rispetto a Wall Street.

INDICE DI SHARPE

In particolare, segnalano gli analisti di Morgan Stanley, il “fattore di rendimento netto derivante dai buyback” è risultato un driver di performance robusto e costante negli ultimi 20 anni e si colloca al di sopra di tutti gli altri fattori di rendimento presi in considerazione quando si mettono in relazione all’indice di Sharpe a 5 anni. L’indice di Sharpe – dal nome del premio Nobel per l’economia 1990 William Sharpe – è un indicatore della performance del portafoglio finanziario che misura l’extra-rendimento rispetto al tasso risk free (cioè al tasso cosiddetto privo di rischio) tenendo conto della volatilità e, quindi, dei rischi corsi per generare la performance.

MSCI EUROPE: IL 26% DEI TITOLI PAGA UN DIVIDENDO OLTRE IL 5%

Nella stessa analisi condotta da Morgan Stanley emerge invece che le società non vengono ricompensate per il pagamento di dividendi elevati. A livello di asset allocation, infatti, ci sono pochi segnali del fatto che gli investitori stiano scegliendo il sostanzioso rendimento aggiuntivo offerto dalle azioni rispetto alle obbligazioni. Attualmente il 26% dei componenti dell’indice Msci Europe offre un rendimento superiore al 5%: ebbene, il fattore di rendimento da dividendi calcolato da Morgan Stanley ha mostrato un costante deterioramento nell’ultimo decennio al punto che le azioni ad alto rendimento stanno ora sottoperformando i titoli azionari a basso rendimento.

QUATTRO VALIDI MOTIVI

Il report di Morgan Stanley arriva alla conclusione che, con ogni probabilità, i mercati dovrebbero continuare a premiare i buyback rispetto ai dividendi per almeno quattro validi motivi. In primo luogo i buyback stanno attualmente guidando il rally azionario mentre i titoli con alti dividendi sono in fondo alla graduatoria di rendimento.

Idee di investimento – Azioni – 29 luglio 2019

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CRESCITA DELL’EPS E MAGGIORE LIQUIDITÀ  DEL TITOLO

In secondo luogo, i buyback dovrebbero favorire la crescita degli utili per azione (Eps). Infatti, diminuendo il numero di azioni circolanti, l’Eps aumenta a parità di utili delle compagnia. In terzo luogo, i riacquisti di azioni sul mercato dovrebbero aumentare la liquidità del titolo in Borsa e la domanda nelle contrattazioni delle azioni stesse. Infine, il probabile passaggio della gestione dei portafogli da ‘prevalentemente passiva’ a ‘gradualmente attiva’ nei prossimi mesi dovrebbe comportare, tra le altre cose, una preferenza dei buyback rispetto ai dividendi.

MENO CEDOLE PIÙ BUYBACK

È probabile che molte società europee abbiano la capacità di aumentare i buyback mantenendo l’attuale distribuzione dei dividendi. Tuttavia, concludono gli analisti di Morgan Stanley, anche le compagnie con rendimenti da dividendi molto elevati potrebbero considerare di ridurre le cedole e restituire la liquidità agli azionisti tramite i buyback.

PeskyMonkey / E+


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29 Luglio 2019
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