Federal Reserve, perché le attese sono di un taglio di 25 punti

di Antonio Cardarelli

Al via il meeting della Federal Reserve che, secondo Ethenea, porterà a un taglio di “soli” 25 punti base

Giovedì scorso Mario Draghi ha scosso i mercati aggiornando la politica accomodante della Bce con una nuova puntata del quantitative easing, arricchita da un ulteriore taglio dei tassi di deposito. A conferenza ancora in corso, Donald Trump ha subito twittato accusando Draghi di voler indebolire l’euro per favorire l’export verso gli Usa. Un tweet in realtà rivolto più al governatore della Federal Reserve Jerome Powell che a Draghi. A più riprese, e non è un mistero, Trump ha accusato la Fed di “non fare il proprio dovere”, che secondo l’inquilino della Casa Bianca sarebbe quello di tagliare repentinamente i tassi per rilanciare l’economia Usa.

IL GIORNO DELLA FED

Nella giornata di oggi comincia il meeting della Federal Reserve da cui si attendono importanti decisioni di politica monetaria. E un taglio dei tassi – il secondo da luglio – è dato praticamente per certo dalla maggior parte degli analisti, anche se Trump potrebbe non essere ancora soddisfatto visto che le previsioni sono di altri 25 punti base in meno.

SECONDO TAGLIO DA LUGLIO

“Il primo taglio dei tassi di interesse della Fed, a luglio, non è riuscito a scongiurare il pessimismo dei responsabili acquisiti nel settore manifatturiero statunitense – spiega Volker Schmidt, Senior portfolio manager di Ethenea – Questa maggiore incertezza nel manifatturiero ha alimentato i timori di un’imminente recessione Usa, mentre l’inversione della curva dei rendimenti americana fornisce un ulteriore segnale di allarme. Pertanto, ci aspettiamo che nella riunione del 17-18 settembre la Fed riduca i tassi di interesse di riferimento di altri 25 punti, con un intervallo di riferimento ridotto dal 2% all’1,75%”.

DISOCCUPAZIONE E SALARI

Secondo Schmidt un taglio maggiore dei tassi di interesse da parte della Fed è improbabile alla luce del tasso di disoccupazione contenuto, della crescita dei salari e di un settore dei servizi che continua a prosperare. “Il sentimentdei consumatori statunitensi è calato leggermente – prosegue Schmidt – ma rimane a livelli superiori alla media e poiché i consumi privati rappresentano circa i due terzi della produzione economica degli Stati Uniti, lo sviluppo della fiducia dei consumatori è un fattore decisivo sia per la crescita dell’economia dell’area sia per la probabilità di ulteriori riduzioni dei tassi nei prossimi mesi. Il tasso di inflazione è attualmente meno rilevante dell’ulteriore sviluppo dei tassi di interesse, anche se il tasso coredei prezzi al consumo è salito del 2,4% in agosto”.

Flickr Federal Reserve


FinanciaLounge
17 Settembre 2019
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