Multinazionali, l’approccio multilocale come antidoto alle guerre commerciali

Il denominatore comune delle multinazionali di successo è costituito spesso dal management, composto da professionisti competenti ed esperti, che ha già affrontato situazioni di mercato complesse

Le crescenti tensioni generate dalla guerra commerciale tra USA e Cina hanno alimentato tra gli investitori diversi interrogativi. Tra questi anche quello riguardante le potenziali implicazioni sulle multinazionali che, a prima vista, potrebbero sembrare le più vulnerabili, dal momento che cresce nel mondo l’inclinazione a contrastare il globalismo e a sposare il localismo. Una preoccupazione legittima ma che Jody Jonsson, gestore di portafogli azionari di Capital Group, si sente di escludere per il semplice fatto che le ritiene le società meglio posizionate per attraversare una fase di incertezza e per trovare soluzioni efficaci.

VERSO UN MODELLO DI BUSINESS MULTILOCALE

“Alcune multinazionali si stanno avvicinando al modello di business agile e multilocale, che permette di essere più vicini ai consumatori e ai trend di vendita locale. Altre lo adottano da anni, e stanno raccogliendo i frutti di un approccio specifico ai singoli mercati locali” puntualizza Jody Jonsson. Secondo l’esperta, gli investitori farebbero bene a non farsi influenzare troppo dal rumore di fondo dei timori della guerra commerciale concentrandosi sull’aspetto che ha reso le multinazionali vincenti sia nell’economia globale e sia nei mercati finanziari.

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UNO STIMOLO IMPORTANTE PER L’ECONOMIA GLOBALE

Jody Jonsson è infatti persuasa che le tensioni sui dazi commerciali finiranno per rientrare facendo prevalere il buon senso mentre, al contrario, proseguirà la sfida posta dalla competizione locale alle multinazionali: una sfida che deve essere vista non come un deterrente quanto piuttosto come uno stimolo importante per l’economia globale.

MANAGER COMPETENTI ED ESPERTI

“Il denominatore comune delle multinazionali di successo è costituito spesso dal management, composto da professionisti competenti ed esperti, che ha già affrontato situazioni di mercato complesse in contesti sia di ripresa economica che di recessione. Siamo pertanto convinti che queste multinazionali siano tra le compagnie meglio posizionate per resistere e addirittura prosperare in un contesto difficile” specifica Jody Jonsson. A tale proposito si sta dimostrando vincente l’approccio multilocale che, tra le altre cose, consente di affrontare e risolvere una delle priorità delle multinazionali: produrre nello stesso Paese in cui vendono.

FOCUS SUI MERCATI EMERGENTI

Le multinazionali per risultare vincenti devono infatti riuscire a combinare contemporaneamente diversi aspetti qualitativi come la flessibilità, la rapidità di movimento ed operatività, e la capacità di rispondere in maniera efficace alla competizione locale. “L’approccio multilocale è fondamentale per le multinazionali dei Paesi sviluppati che vogliono espandersi nei mercati emergenti, dove la crescita è molto più sostenuta” aggiunge Jody Jonsson. Il punto critico è che la gran parte di questi paesi, che ormai sono dei mercati di enorme importanza (basti pensare alla Cina, all’India, e al Brasile), dispongono di loro multinazionali e di una serie di aziende di più piccole dimensioni, in grado di competere con le società globali tradizionali.

LA CONCORRENZA DEI PICCOLI PLAYER LOCALI

“Non sono affatto isolati i casi in cui gli operatori più dinamici e a stretto contatto con il mercato locale riescano a vincere la concorrenza delle multinazionali, sebbene abbiano dimensioni più piccole” specifica Jody Jonsson, secondo il quale più della guerra commerciale è questa la vera grande minaccia per le multinazionali. Le quali, per risultare vincenti sui mercati emergenti hanno l’esigenza di ragionare in modo locale e, al contempo, differenziarsi dai competitor regionali, essere dinamiche e progettare e presentare con grande frequenza sul mercato prodotti innovativi in modo da riuscire a catturare i gusti dei consumatori dei mercati emergenti, sempre più inclini a scegliere i brand affidabili e le compagnie che conoscono lo scenario e le richieste locali.

gopixa / iStock / Getty Images Plus


FinanciaLounge
9 Ottobre 2018
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