Dazi commerciali, perché non dare troppo peso alle schermaglie giornaliere

L’esito futuro delle tensioni commerciali avrà implicazioni a livello economico, politico e d’investimento. Ma gli investitori farebbero bene a osservare il quadro complessivo.

“Mentre Washington studia e viene analizzata dagli altri partner commerciali per verificare la tempra e i veri obiettivi, è probabile che attraverseremo un periodo destabilizzante con annunci e provvedimenti anche piuttosto roboanti che potrebbero innervosire i mercati e le società coinvolte nel fuoco incrociato”. A sostenerlo è Matt Miller, Economista politico di Capital Group.

FATTI NON PAROLE

L’esperto, tuttavia, suggerisce di osservare i fatti e di non soffermarsi alle parole o alle intenzioni perché, per quanto lo stile di negoziazione del presidente Trump sia insolito e aggressivo, è comunque improbabile che Washington tenda ad una vera e propria guerra commerciale che sarebbe dannosa per entrambe le parti. Matt Miller, ha ripercorso le tappe di questa contesa tra gli Stati Uniti e gli altri partner commerciali e, pur ammettendo che i mercati azionari si sono spesso mossi in linea con le notizie sul commercio globale, finora alle parole sono seguiti pochi fatti concreti.

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LE IMPLICAZIONI SUI MERCATI

“Dopo la calma dei mercati registrata nel 2017, la situazione è cambiata all’inizio di quest’anno. Con le valutazioni azionarie prossime ai massimi storici, i fattori esterni stanno esercitando una crescente influenza nel destabilizzare i mercati” spiega Matt Miller. A tutto questo si sono sommate sia le richieste di maggiori controlli regolamentari per le società tecnologiche (soprattutto, ma non solo, in tema di privacy) e sia prospettive più elevate di inflazione. Ma tutti questi fattori sono stati quasi del tutto oscurati, o, quantomeno, sono passati in secondo piano, rispetto alle tensioni sul commercio.

I DAZI COMMERCIALI OSCURANO LE ALTRE TEMATICHE

“L’annuncio iniziale dei dazi statunitensi (su pannelli solari e lavatrici a fine gennaio, ndr) ha preceduto la prima correzione di mercato dal 2016. Da allora i mercati hanno registrato fortissimi rimbalzi e ribassi a seconda di come si sgonfiassero e riprendessero quota le questioni sul commerci globale” puntualizza l’esperto.

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INTERPRETARE GLI IMPATTI EFFETTIVI SULL’ECONOMIA

La volatilità che si è materializzata sui mercati è spiegabile, in larga misura, dal tentativo degli investitori di interpretare in quale misura le minacce si sarebbero concretizzate, ma, almeno finora, sebbene la situazione sia in continua evoluzione, gli impatti sull’economia globale non sembrerebbero particolarmente incisivi da far deragliare la ripresa. “Sebbene l’esito futuro delle tensioni commerciali avrà probabilmente implicazioni a livello economico, d’investimento e politico in tutto il mondo, gli investitori dovrebbero evitare di concentrarsi troppo sulle distorsioni a breve termine della retorica quotidiana sul commercio” conclude Matt Miller.

**  Il presente articolo è stato redatto da FinanciaLounge. Una parte di contenuti e dati gentilmente concessi da Capital Group

The White House/ Flickr


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5 settembre 2018
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