Un contesto che produce volatilità sui mercati azionari e sugli high yield

Secondo Amundi, il rendimento dei titoli di Stato decennali potrebbe oscillare nei prossimi mesi attorno al 3,25% mentre la curva dei tassi USA dovrebbe continuare ad appiattirsi a medio termine.

Cos’abbia generato il rialzo dei rendimenti dei titoli di stato USA la scorsa settimana e dove tenderanno a collocarsi nei prossimi mesi. Dove dovrebbe posizionarsi la curva dei tassi americana e perché tutto questo genere volatilità sui mercati azionari e sulle obbligazioni societarie a più alto rendimento e a più basso rating. È su questi aspetti che si è incentrata l’analisi della settimana degli esperti di AMUNDI nell’ultimo Weekly Market Review.

RIVALUTAZIONE DEI RENDIMENTI REALI

Il cui punto di partenza è che il rialzo dei rendimenti (che si sono spinti fino al 3,23%) dei titoli di stato USA (Treasury) a 10 anni è stato innescato dalla rivalutazione del livello a lungo termine dei rendimenti reali (cioè al netto dell’inflazione). Questo perché, mentre le aspettative dei prezzi al consumo statunitensi sono rimaste invariate, i rendimenti dei governativi USA sono saliti e lo hanno fatto sulla scia di due fattori precisi: l’accelerazione dell’indice ISM non manifatturiero e il discorso del 3 ottobre del presidente della Federal Reserve.

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IL DISCORSO DI POWELL

Jay Powell, in quell’occasione, ha ribadito la propria convinzione circa il proseguimento dell’espansione negli USA, dicendosi persuaso che il rischio di un improvviso aumento del carovita è da considerarsi al momento moderato. Di estremo interesse per i professionisti di AMUNDI l’affermazione del presidente della Fed secondo il quale i tassi di interesse statunitensi sono da considerare accomodanti, mentre la Fed si muove in modo graduale verso un livello neutro (che non produce né crescita ma nemmeno un freno per l’economia) che è ancora lontano e che potrebbe anche essere superato in futuro.

IL CICLO DELLA LIQUIDITÀ

Ecco perché, secondo gli esperti di AMUNDI, sarà indispensabile osservare l’evoluzione dell’economia americana e il ciclo della liquidità globale, i due fattori in grado di modificare il trend dei mercati obbligazionari mondiali. I professionisti di AMUNDI ipotizzano un rallentamento della crescita non tanto per gli impatti del rialzo dei tassi quanto soprattutto per lo sfumare degli stimoli fiscali negli Stati Uniti, oltretutto nella fase finale del ciclo economico americano. Ma il ritmo dell’economia resterà sufficientemente sostenuto per assorbire sia le potenziali minacce protezionistiche e sia i crescenti rischi politici.

COSA PUÒ MANTENERE I TASSI MODERATI

Per quanto riguarda il rialzo dei tassi USA, nel caso in cui gli stimoli fiscali venissero a mancare o a sfumare e le aspettative di inflazione non accelerassero, potrebbe essere sufficiente un graduale movimento all’insù come sperimentato finora. I tassi potrebbero invece congelarsi sugli attuali livelli nel caso in cui si materializzasse un inasprimento delle condizioni finanziarie come conseguenza di una correzione delle Borse o di un allargamento degli spread (extra rendimenti rispetto ai titoli di stato) sui mercati obbligazionari.

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COSA PUÒ PROVOCARE UN ROBUSTO RIALZO DEI TASSI

Cosa potrebbe invece causare un aumento robusto dei tassi a lungo termine? Sostanzialmente quattro fattori. In primis il delinearsi di una significativa incertezza riguardo al futuro percorso dei tassi a breve termine. In secondo luogo una crescita economica molto superiore alle attuali aspettative oppure, e siamo al terzo punto, un rapido smantellamento del QE da parte della BCE o della Bank of Japan (BoJ). Infine, ma certo non per importanza, una fiammata dell’inflazione.

NEI PROSSIMI MESI TASSI USA A 10 ANNI INTORNO AL 3,25%

“Nel nostro scenario, il rendimento dei titoli di Stato decennali potrebbe oscillare nei prossimi mesi attorno al 3,25%, e la curva dei tassi USA dovrebbe continuare ad appiattirsi a medio termine” riferiscono gli esperti di AMUNDI. Secondo i quali le attuali quotazioni dei governativi a stelle e strisce incorporano una politica ottimistica della Fed a medio termine. “Tutto questo sembra indicare che nel prossimo decennio i tassi a breve termine dovrebbero oscillare in media attorno ai valori della fascia alta previsti dalla Fed per i tassi di interesse a lungo termine (3,5% sul grafico a punti) mentre a inizio anno ci attendevamo in media dei rendimenti del 3%” puntualizzano i professionisti di AMUNDI. Che, alla luce di tutte queste considerazioni e dell’aumento dei tassi di interesse reali, ritengono fisiologico l’incremento della volatilità sui mercati azionari e su quelli delle obbligazioni societarie high yield.

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Natee Meepian / iStock / Getty Images Plus


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16 Ottobre 2018
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