Azioni, spiragli in Europa. Non solo grazie alle valutazioni

Nonostante le tensioni politiche, Germano (Amundi) vede segnali incoraggianti nelle azioni in Europa e rimane positivo su Wall Street. Prudenza, invece, sul credito.

Tra i fattori sui quali riflettere prima di procedere con le proprie scelte di portafoglio, Matteo Germano, Head of Multi-Asset di AMUNDI ne suggerisce tre. In primis, il contrasto tra la crescita economica (ancora in espansione ma con un minore slancio rispetto alla seconda metà del 2017) e la situazione politica nelle diverse aree del mondo che, sebbene non a livelli preoccupanti, vede salire il rumore di fondo sulla scia anche delle tensioni sui dazi commerciali. In secondo luogo, in parte conseguenza del primo punto, la fragilità della fiducia degli investitori che può deragliare in qualsiasi momento come accaduto in estate con la fuga dai mercati emergenti.

NESSUNA ‘FLY TO QUALITY’

Fuga che tuttavia non ha coinciso con il ‘fly to quality’, definizione inglese che descrive la corsa verso i porti sicuri della finanza a discapito degli asset ritenuti insicuri. Infatti, e siamo al terzo spunto di riflessione, gli investitori hanno decisamente privilegiato gli Stati Uniti sulla scia di aspettative non solo di momentum e di solidità, ma anche di utili aziendali robusti, produttività, incremento della spesa per investimenti, forza del dollaro, rimpatrio dei patrimoni statunitensi dall’estero. La risultante è stata che il terzo trimestre si è chiuso con Wall Street e il Nasdaq sui nuovi massimi, e gran parte degli altri mercati caratterizzati da andamenti o laterali (azioni europee, indici aggregati delle obbligazioni) o in ribasso (mercati emergenti).

FOCUS SU SPECIFICI TEMI D’INVESTIMENTO

“In questo contesto rimaniamo prudenti sull’esposizione agli attivi rischiosi e ci focalizziamo invece sui temi che sono supportati dalla forte dinamica economica o da valutazioni interessanti” tiene a precisare Matteo Germano. Tradotto in pratica, significa, per esempio continuare ad avere una view positiva su Wall Street (sostenuta dalla dinamica dell’economia USA e dalla crescita dei profitti aziendali) e un atteggiamento gradualmente più ottimista sull’Europa, dove sono da privilegiare i temi ‘value’, allineati alla ricerca di un’esposizione difensiva.

EUROPA TRA FORZE CONTRASTANTI

Nel Vecchio Continente, fa notare Matteo Germano, si affrontano due componenti antitetiche tra loro: da un lato le incertezze politiche (legate soprattutto alla legge di bilancio 2019 dell’Italia e alle elezioni bavaresi) e dall’altro le valutazioni del mercato azionario destinate a diventare più appetibili. Sempre in Europa, l’esperto mostra interesse anche per l’azionario britannico, supportato da un mix di valutazioni, flussi, revisioni degli utili e dalla natura difensiva di questo mercato che costituisce un elemento di ulteriore appeal in una fase matura del ciclo. Matteo Germano è però negativo sulla sterlina in quanto i negoziati sulla Brexit restano piuttosto incerti. Sempre nell’azionario europeo, dal momento che il contesto economico resta favorevole alle materie prime, la prima scelta settoriale è quella dei materiali di base che mostrano anche buoni fondamentali.

Un accordo per la Brexit entro il 31 marzo 2019 è probabile all’80%

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LIMITARE LA DURATION DI PORTAFOGLIO

In ambito obbligazionario, invece, Matteo Germano suggerisce un’esposizione limitata alla duration per diminuire la sensibilità del portafoglio alle variazioni dei tassi di interesse. Gli investitori più abili possono trarre vantaggio dal valore relativo (relative value) offerto dalla curva dei Treasury USA rispetto a quella dei bund tedeschi come risultante delle  posizioni divergenti delle banche centrali, con la Fed in graduale (ma costante) rialzo dei tassi e la BCE in stand by (sul fronte tassi) almeno fino a settembre 2019. Sempre in ambito obbligazionario, Matteo Germano vede limitati rischi di rialzo per le prospettive dell’inflazione americana e di conseguenza reputa meno interessanti gli inflation linked USA (TIPS) e, al contempo, preferisce mantenere una posizione prudente sia nei confronti delle obbligazioni societarie e sia riguardo agli attivi dei mercati emergenti.

Mercati, l’altra faccia della medaglia di crescita USA e liquidità

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SPAZIO ANCHE A ORO E YEN

Unica eccezione la Cina che evidenzia valutazioni interessanti e, in virtù del cambiamento voluto da Pechino a favore di politiche di maggior sostegno all’economia, buone prospettive a medio termine. Infine, alla luce della vulnerabilità dei mercati, Matteo Germano ritiene opportuno fare spazio anche ad alcune asset class in ottica di copertura del portafoglio. Si tratta, per la precisione, dell’oro e dello yen, considerato di solito dagli investitori tra i porti sicuri durante le turbolenze di mercato.




FinanciaLounge
5 Ottobre 2018
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