Due forze contrapposte orientano l’andamento dei mercati

di Redazione

In campo continuano a contrapporsi le forze (positive per il mercato e l’economia) delle banche centrali e quelle (negative) relative alle guerre commerciali. Le considerazioni di Beani (Amundi)

Quanto accaduto nei mercati finanziari la scorsa settimana sintetizza in maniera efficace la situazione che sta caratterizzando questa fase del ciclo economico, tra i più lunghi della storia. In campo continuano a contrapporsi le forze (positive per il mercato e l’economia) delle banche centrali e quelle (negative) relative alle guerre commerciali. Le prime hanno annunciato politiche monetarie ultra espansive.

LE DICHIARAZIONI DI POWELL A JACKSON HOLE

“Proprio venerdì scorso, durante il tradizionale forum che raggruppa a Jackson Hole (Wyoming) i banchieri centrali di tutto il mondo, il presidente della Federal Reserve statunitense Jerome Powell ha ribadito che resta pronto a intervenire se dovessero delinearsi segnali di rallentamento causati principalmente dalle tensioni commerciali internazionali”, riferisce Giordano Beani, head of multi-asset fund solutions Italy di Amundi Sgr.

NUOVO CAPITOLO NELLA GUERRA COMMERCIALE

Sull’altro fronte, invece, si è aperto un nuovo capitolo nella disputa commerciale tra Washington e Pechino, con quest’ultima che nella giornata di venerdì 23 agosto ha imposto dazi su 75 miliardi di dollari di importazioni dagli Stati Uniti come reazione alle nuove tariffe annunciate da Trump sui restanti 300 miliardi di importazioni dalla Cina non ancora soggetti a dazi. Il combinato disposto di queste due forze contrapposte è stato quello di vedere un tentativo di rimbalzo dei mercati azionari dai minimi della prima metà di agosto che si è protratto fino alla seduta di giovedì 22 agosto – senza tuttavia azzerare le perdite accumulate da inizio mese – e una successiva violenta correzione delle Borse nella giornata di venerdì 23, con ripercussioni soprattutto a Wall Street dove i principali indici azionari hanno accusato cali fino a tre punti percentuali.

EUROPA E ITALIA SI DIFENDONO

Anche l’Europa è stata inevitabilmente coinvolta nella correzione, sebbene sia comunque riuscita a chiudere la settimana in positivo. “Ha invece sorpreso la tenuta delle nostre asset class domestiche nonostante l’improvvisa crisi di governo ferragostana: Piazza Affari è riuscita a chiudere in positivo il bilancio settimanale (+0,74%) e lo spread, il differenziale di rendimento tra il btp e il bund decennale, ha addirittura chiuso la settimana al di sotto dei 200 punti base”, sottolinea Beani.

RENDIMENTI DEI TITOLI DI STATO AI MINIMI

D’altra parte è anche vero che i rendimenti dei titoli di Stato continuano a mostrarsi stabili e ad attestarsi in prossimità dei minimi di periodo: le preoccupazioni del mercato per una possibile fase recessiva delle economie e le aspettative per le politiche monetarie ultra espansive che dovrebbero essere messe in campo dalle banche centrali esercitano una pressione al ribasso per i rendimenti nel reddito fisso.

PREFERENZA A BOND CON RATING BBB E DEBITO DEI PAESI PERIFERICI

“Nell’ambito dei bond societari, la nostra preferenza continua ad andare ai mercati del credito europei: le emissioni con rating BBB e i titoli governativi dei Paesi periferici sono tra le poche oasi rimaste nell’attuale deserto dei rendimenti e pertanto continuano ad attrarre flussi di investimento”, tiene a specificare Beani. Il quale, inoltre, ricorda che la Bce è pronta a riaprire il programma di acquisti di attivi netti che, in combinazione con l’incremento dei reinvestimenti nel 2020, dovrebbe continuare a sostenere la politica monetaria favorevole all’intero settore a reddito fisso della zona euro.

Nastco / iStock / Getty Images Plus


FinanciaLounge
30 Agosto 2019
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