Autunno, ritorno alla normalità dopo il caos estivo?

di Chiara Merico

I rischi geopolitici hanno condizionato l’approccio degli investitori nei mesi estivi. Tuttavia, alcune delle preoccupazioni sono eccessive, spiega Matteo Germano di Amundi

Le scorse settimane hanno visto un certo nervosismo sui mercati finanziari, essenzialmente a causa dell’aggravarsi della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, che si sono sfidati a colpi di dazi e contro-dazi sulle importazioni. Sono inoltre riemersi alcuni rischi legati ai singoli Paesi, come nel caso dell’Argentina e della Gran Bretagna, dove l’attività del Parlamento è stata sospesa per via del caos sulla Brexit.

INVESTITORI IN CERCA DI PORTI SICURI

In questo contesto, “la ricerca di porti sicuri da parte degli investitori ha spinto i rendimenti delle obbligazioni core ai minimi storici e i rendimenti dei Bund trentennali tedeschi sono entrati per la prima volta in territorio negativo”, spiega Matteo Germano, cio di Amundi Sgr e global head of multi-asset di Amundi, secondo cui “era dal 2007 che non si vedeva l’inversione della curva dei tassi Usa, e i rendimenti dei Treasury a due anni hanno battuto quelli dei Treasury decennali”.

I MERCATI NON AMANO L’INCERTEZZA

Le cause di questo malessere estivo sono tre. “In primo luogo, i mercati non amano l’incertezza e l’ambiguità politica, che sono invece aumentate. È evidente che il rischio geopolitico potrebbe contagiare l’economia”, spiega l’esperto di Amundi, che comunque ritiene eccessivi i timori di una recessione negli Usa, ipotesi che “non sembra realistica nei prossimi 12 mesi”. Inoltre, secondo Germano “in quest’era di politiche monetarie non convenzionali non si dovrebbe dare troppa importanza al ruolo anticipatore di una recessione assegnato all’inversione della curva dei rendimenti”.

I mercati inseguono già una possibile ripresa futura

I mercati inseguono già una possibile ripresa futura

RISCHIO GUERRA VALUTARIA

In secondo luogo “c’è il rischio che la guerra commerciale degeneri in una guerra valutaria perché gli Usa e la Cina stanno lottando per l’egemonia mondiale”, sottolinea Germano. Il fatto che lo yuan sia stato svalutato al di sotto della soglia dei 7 dollari, un fenomeno che non si vedeva dalla crisi del 2008, è stato interpretato dall’amministrazione americana come un tentativo cinese di manipolare le valute. Tuttavia, “a noi non sembra che la Cina stia tentando di manipolare la valuta in maniera proattiva. Le autorità stanno solo cercando di stabilizzare il tasso di cambio in modo da compensare l’impatto negativo dei dazi sulla competitività delle esportazioni cinesi”, osserva l’esperto.

PRESSIONI SULLE BANCHE CENTRALI

Infine, stanno crescendo le pressioni sulle banche centrali. La Fed ha operato un taglio dei tassi di interesse e posto fine all’inasprimento quantitativo. Tuttavia, le pressioni esercitate da Trump su Jerome Powell affinché tagliasse i tassi rappresentano “una sfida per l’indipendenza della Fed, soprattutto in vista delle elezioni presidenziali del 2020”.

UNO SCENARIO COMPLESSO

Quali sono le implicazioni che questi elementi hanno avuto per gli investimenti? Il calo dei rendimenti obbligazionari core è il frutto di uno scenario complesso, sottolinea Germano, secondo cui la narrazione sostenuta dalle banche centrali ultra-accomodanti secondo cui “le cattive notizie per l’economia sono una buona notizia per gli attivi rischiosi” sta cedendo il passo a un altro genere di narrazione secondo cui “le cattive notizie potrebbero iniziare a diventare davvero delle cattive notizie”, con i mercati che scontano una recessione economica. Di conseguenza “i mercati, e persino i politici, si aspettano che le banche centrali intervengano in modo più aggressivo, ma i mercati potrebbero essersi spinti troppo in là nello scontare degli interventi politici perché la crescita mondiale potrebbe rivelarsi più solida del previsto”.

SERVE LA POLITICA FISCALE

A breve termine, “le aspettative di un allentamento della politica monetaria aggressiva potrebbero limitare il downside del mercato azionario in questo contesto di grande incertezza”. In ogni caso, sottolinea Germano, anche se l’azione delle banche centrali potrebbe contribuire a prolungare il ciclo, “le nuove misure di politica monetaria saranno meno efficaci rispetto al passato se non saranno accompagnate da un consistente supporto fiscale”. In questo senso la notizia che la Germania potrebbe stimolare la propria economia per evitare una recessione “è potenzialmente positiva. Tuttavia siamo solo agli inizi, l’importo è limitato e non coordinato a livello dell’Ue”.

RISCHI DI NATURA RIBASSISTA

Per quanto riguarda i mercati, “le valutazioni azionarie beneficeranno dei bassi rendimenti obbligazionari. Visto che le revisioni degli utili sono già state consistenti, potremmo assistere a una stabilizzazione nelle prossime settimane”, spiega Germano. “Se i mercati azionari dovessero indebolirsi ulteriormente, potrebbero presentarsi delle opportunità tattiche per aumentare l’esposizione, ma in questa fase in cui stanno venendo meno gli effetti delle politiche delle banche centrali, l’outlook degli utili è il principale driver dei mercati e i rischi sono di natura ribassista”.

CACCIA AL RENDIMENTO

Per l’esperto “continuerà la caccia al rendimento, di cui beneficeranno soprattutto le obbligazioni societarie investment grade di qualità e il debito dei Paesi emergenti”. Tuttavia, visto il livello bassissimo dei rendimenti obbligazionari, la duration elevata raggiunta dai principali indici obbligazionari e la scarsa liquidità, gli investitori dovrebbero essere pronti ad affrontare l’aumento della volatilità. “Un approccio attivo e diversificato che opera su tutti i livelli del reddito fisso (duration, valute, curva, credito) può servire ad aumentare il valore nel deserto dei rendimenti e ad evitare le situazioni meno proficue”, fa notare Germano.

STRATEGIE DI COPERTURA DAL RISCHIO

Nel complesso, l’aumento della volatilità riporterà gli investitori alla casella numero uno, richiamando di nuovo l’importanza dei fondamentali. “Per proteggere i portafogli, gli investitori potrebbero cercare di ridurre il rischio adottando delle strategie di copertura adeguate (oro, opzioni e valute) e prendere in considerazione l’idea di mantenere un’opinione positiva sulla duration Usa come copertura nei confronti dei rischi di mercato e di liquidità”, conclude l’esperto di Amundi.

matthewennisphotography / iStock / Getty Images Plus


FinanciaLounge
20 Settembre 2019
Partner
Top