Controllare la volatilità anche nei mercati in rialzo

di Redazione

Non farsi distrarre dalle dinamiche di breve periodo, ma non dormire sugli allori durante i rialzi è la raccomandazione di AllianceBernstein

Gli investitori tendono generalmente a “riscoprire” la volatilità nelle fasi turbolente dei mercati e a trascurarla, se non a dimenticarla del tutto, quando le quotazioni salgono e le oscillazioni dei prezzi si riducono. Non è un atteggiamento saggio e non sempre i mercati si comportano in questo modo. “Quest’anno la volatilità non si è ridotta neanche quando i titoli hanno recuperato. Gli investitori non devono dormire sugli allori quando il mercato è in rialzo”, è il monito lanciato da Sammy Suzuki, gestore del fondo AB Low Volatility Equity Portfolio di AllianceBernstein.

IL RIALZO NON HA RIDOTTO LA VOLATILITÀ

Durante il netto calo dei mercati azionari dello scorso anno, osservano, l’obiettivo principale di molti investitori è stato controllare la volatilità, ma con il forte recupero dei primi mesi del 2019 questa priorità è diventata meno pressante. Eppure, anche durante la fase di rialzo, la volatilità ha continuato a dominare i mercati. Nel corso dei primi tre mesi, la volatilità giornaliera dell’indice MSCI All Country World è stata pari all’11%, solo leggermente inferiore al 13% registrato durante il ribasso dello scorso anno, e si sono registrate otto giornate con variazioni, al ribasso o al rialzo, pari o superiori all’1%, per avere un termine di paragone, nell’intero 2017 furono solo tre i giorni con guadagni o perdite superiori all’1%. Ci sono, è vero, indicatori di volatilità che forniscono una diversa lettura, ad esempio l’indice VIX si è mantenuto su livelli bassi, ma va considerato che questo indicatore rileva le aspettative degli operatori sulla futura volatilità di breve periodo, non riflette l’effettiva volatilità delle quotazioni.

MANTENERE LA ROTTA

Continuare a concentrare l’attenzione sui fondamentali di lungo termine e non farsi distrarre dalle dinamiche di breve periodo è il consiglio che viene dagli esperti di AllianceBernstein. “Le forti correzioni di mercato possono turbare gli investitori, ma vendere le azioni quando il mercato è in flessione è spesso un errore. Gli investitori che hanno disinvestito durante la contrazione della fine del 2018 hanno perso il rimbalzo dell’inizio del 2019”. Poiché è quasi impossibile prevedere i punti di flessione del mercato, rimanere investiti nelle fasi di volatilità è un aspetto essenziale per avere successo.

Un portafoglio a prova di shock macroeconomici

Un portafoglio a prova di shock macroeconomici

ALLA RICERCA DI RENDIMENTI STABILI

Restare investiti, dunque, ma essere pronti ad affrontare un 2019 non facile, ancora volatile. Non mancano, infatti, i fattori di rischio che potranno continuare ad alimentare la volatilità nel corso dell’anno, come la Brexit, la guerra dei dazi o le incognite che gravano sulla crescita globale. “Quando lo scenario è caratterizzato da così tante incertezze da offuscare le prospettive future, gli investitori dovrebbero concentrarsi su soluzioni con rendimenti dall’andamento più stabile”, osserva Suzuki, che suggerisce di prendere in considerazione strategie di investimento in grado di catturare buone fonti di rendimento potenziale a lungo termine, ma che siano anche progettate per resistere alle contrazioni di mercato.

QUALITÀ, STABILITÀ E VALUTAZIONI CORRETTE

Puntare alla crescita del capitale nel lungo termine concentrandosi sulla protezione dei ribassi è l’approccio adottato con successo, e valutato con cinque stelle da Morningstar, da uno dei prodotti di AllianceBernstein, AB Low Volatility Equity Portfolio . Per raggiungere un obiettivo di partecipazione al rialzo del 90% e al ribasso del 70%, il fondo si focalizza su investimenti di qualità, in società stabili e con un giusto prezzo: la qualità tende a generare una performance superiore, la stabilità fornisce la protezione dai ribassi, e analizzando accuratamente le valutazioni, si possono evitare le aree affollate ed eccessivamente care del mercato.




FinanciaLounge
24 Maggio 2019
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