Un approccio da private equity per guardare oltre i rischi politici

di Redazione

Anche chi adotta una selezione bottom-up come AllianceBernstein deve prendere in considerazione gli scenari politici che possono influire sugli utili, ma l’importante è pesarli per individuare le società di valore

C’è anche l’aspetto politico da dover considerare oggi nell’investimento azionario, un elemento che sino a qualche anno fa era quasi del tutto assente nelle valutazioni di investimento, ma che sembra essere diventato rilevante. “Non si possono ignorare le sfide politiche che oggi interessano i mercati europei”, conferma Andrew Birse, gestore di AllianceBernstein. “Noi, tuttavia, investiamo seguendo un approccio bottom-up, quindi ci concentriamo sulle dinamiche aziendali che determinano i risultati di una società, lasciando in secondo piano i fattori macroeconomici o politici”. Come osserva Birse, non è possibile prevedere in modo certo quale piega prenderanno certi eventi politici e sono imprevedibili anche le reazioni di mercato: nessuno, ad esempio, si aspettava l’impennata dei titoli Usa dopo l’elezione di Trump nel 2016; i diversi scenari politici sono da prendere comunque in considerazione perché possono influire sugli utili delle singole società.

ATTENZIONE AL RISCHIO PAESE

Il rischio, politico ed economico di un paese può, ad esempio, condizionare l’outlook di una società. Nel caso della Brexit, banche e società di beni di consumo britanniche sono esempi di aziende esposte agli stravolgimenti negli scambi commerciali, al rischio valutario e alle incertezze sulla crescita economica del Regno Unito, ma Birse fa notare che potrebbero essere a rischio anche aziende non britanniche, come la Peugeot, che ha gran parte della produzione e delle vendite oltremanica. Allo stesso modo, è rischioso concentrare il portafoglio sul proprio mercato nazionale. “Le incognite politiche ed economiche di Italia, Francia, Regno Unito, o altri Paesi potrebbero infliggere un danno spropositato a un’allocazione limitata a un paese specifico. Un portafoglio con un’esposizione diversificata su tutta l’Europa può contribuire a ridurre il rischio paese”.

IL RISCHIO POLITICO PUÒ RIVELARSI ANCHE UN’OPPORTUNITÀ

L’eccessivo peso dato dai mercati allo scenario politico può creare delle opportunità di investimento. Birse ricorda che durante la crisi finanziaria del 2012, i timori legati alla Francia provocarono un calo indiscriminato delle quotazioni delle società francesi. “Airbus e Safran, un produttore di motori aeronautici, scambiavano a valutazioni molto basse, principalmente perché quotate in Francia. Eppure, sono entrambe aziende globali le cui sorti non dipendevano dal destino della Francia”.

Alla ricerca di storie di crescita nel lungo termine

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MENTALITÀ DA IMPRENDITORI

Più in generale, la strategia di investimento che Andrew Birse adotta per i fondi da lui gestiti, AB Eurozone Equity Portfolio e AB European Equity Portfolio – che hanno ottenuto rispettivamente 5 e 4 stelle Morningstar – è paragonabile a quella di un imprenditore rivolto al private equity. “Cerchiamo aziende con quotazioni convenienti, sottovalutate, sui cui intendiamo investire per cinque anni per poi reimmetterle sul mercato”. Gran parte del team di investimento di AllianceBernstein proviene dal settore specifico che analizza o dal mondo della consulenza ed è impegnato a individuare società la cui potenzialità di generare flussi di cassa futuri non è stata compresa a pieno dal mercato. Può essere il caso di società che si trovano nella posizione geografica “sbagliata” o in un settore di mercato caduto in disgrazia. La strategia di investimento dei fondi AB Eurozone Equity Portfolio e AB European Equity Portfolio va esattamente in questa direzione: scovare “storie” di aziende sottovalutate per andare, poi, a generare valore.

UNA VALUTAZIONE DA PRIVATE EQUITY

Un aspetto che caratterizza questo approccio rispetto ad altri gestori “fondamentali”, è l’impiego del tasso di rendimento interno (IRR) nella valutazione delle aziende. L’IRR rappresenta il tasso di sconto implicito che il mercato sta applicando sui futuri flussi di cassa. In AllianceBernstein l’analisi dell’IRR è proiettata sui successivi cinque anni, calcola i dividendi e i flussi di cassa che risultano in tutto il periodo di detenzione dei titoli ed elabora previsioni sul prezzo a cui poterli rivendere. “In questo processo viene applicata una valutazione prudente dei multipli. Il che vuol dire che siamo interessati a investimenti in grado di generare rendimenti senza la necessità di una rivalutazione dei titoli sul mercato”.

Flickr / Number 10


FinanciaLounge
6 Giugno 2019
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