Obbligazioni, perché il rialzo dei tassi Usa fa bene ai titoli europei

di Chiara Merico

L’andamento dei tassi di interesse sembrerebbe a prima vista rendere più attrattive le obbligazioni in dollari. Ma l’aumento dei costi di copertura e altri fattori favoriscono i titoli di debito europei

A causa dei tassi d’interesse in aumento negli Usa, le obbligazioni in dollari dovrebbero essere particolarmente attrattive per gli investitori europei, che faticano a trovare rendimenti nel Vecchio continente. Tuttavia, come spiega un’analisi di AllianceBernstein, quest’anno “l’aumento dei costi di copertura dal rischio valutario annullerà il vantaggio offerto da tali emissioni, e i rendimenti saranno vicino allo zero o finiranno in territorio negativo”.

IL DIFFERENZIALE DEI TASSI TRA EUROPA E USA

Quali sono le ragioni che rendono gli asset europei interessanti? Per AllianceBernstein “il fattore più importante che incide sui costi di copertura è il differenziale dei tassi di interesse a breve termine tra il dollaro americano e l’euro”. Al momento, i tassi Usa hanno già raggiunto il livello massimo rispetto ai tassi europei dalla primavera del 2007, ma secondo gli esperti della società il divario non potrà che crescere nel corso del 2019. E questo farà sì che per gli investitori Euro gli asset europei saranno ancora appetibili rispetto agli attivi a stelle e strisce in virtù dei costi della copertura valutaria.

FONDAMENTALI ECONOMICI FAVOREVOLI

Anche i fondamentali economici sono favorevoli ai titoli di debito europei. Anche se nel 2018 la crescita dell’eurozona ha perso slancio, e nonostante le tensioni sui dazi e il rallentamento del commercio mondiale, AllianceBernstein prevede “un proseguimento della crescita nella regione, anche se non a un ritmo superiore a quello tendenziale, come in passato”. Inoltre, la società ritiene probabile che la Bce roceda con cautela verso l’inasprimento della politica monetaria, e non si prevede un aumento dei tassi nell’eurozona prima della fine 2019.

RISCHIO POLITICO, MINORE DI QUANTO SI TEMA

Sul fronte dei rischi legati agli eventi politici, primo fra tutti la Brexit, l’analisi di AllianceBernstein mette in evidenza come “tutto ciò che è successo dalla crisi greca del 2011 dovrebbe rincuorare chi desidera investire nei titoli di debito europei”. Innanzitutto la Bce può ancora immettere liquidità nei mercati nei momenti critici, usando diverse modalità, tra cui l’acquisto di obbligazioni sovrane di un paese in difficoltà (operazioni definitive monetarie), l’avvio di un più ampio programma di acquisto di bond (quantitative easing) o la concessione di prestiti a tassi bassi alle banche nazionali (operazioni di rifinanziamento a lungo termine). E anche per quanto riguarda le banche, il rischio di contagio finanziario si è ridimensionato, perché gli istituti hanno ridotto la propria esposizione ai Paesi meno solidi; inoltre i crediti deteriorati sono fortemente diminuiti in tutto il settore bancario della regione e, anche se le banche italiane hanno ancora nei propri bilanci molti di questi asset, l’esposizione agli NPL è calata sensibilmente, passando da un tasso del 16,8% registrato a dicembre 2015, al 9,7% del giugno 2018.

SU COSA PUNTARE IN EUROPA

Ma quali sono i titoli su cui conviene scommettere? Per il momento, nota l’analisi di AllianceBernstein, “è preferibile mantenere il rischio di duration contenuto e propendere selettivamente verso il settore del credito”, al fine di beneficiare della perdurante crescita e dei bassi tassi di interesse europei. Ad esempio, nel settore bancario i fondamentali solidi e le valutazioni interessanti potrebbero compensare la potenziale volatilità. Nel segmento europeo dell’high yield, alcuni titoli di credito attentamente selezionati offrono rendimenti interessanti se raffrontati agli equivalenti titoli statunitensi, e sono inoltre sostenuti da una continua riduzione della leva finanziaria e da fattori tecnici positivi, tra cui l’offerta limitata; anche le previsioni sui tassi di default sono favorevoli. Al contempo gli asset maggiormente dinamici dovranno essere sapientemente bilanciati all’interno dei portafogli obbligazionari con obbligazioni governative maggiormente stabili.

AB EUROPEAN INCOME PORTFOLIO

Tra le soluzioni più adatte a cogliere le opportunità dell’obbligazionario europeo c’è AB European Income Portfolio, comparto che mira a fornire un reddito corrente elevato, con il potenziale di apprezzamento del capitale, impiegando un approccio diversifcato e multisettoriale all’obbligazionario europeo che bilancia dinamicamente i titoli a maggiore rendimento con i titoli di qualità più elevata. Il comparto combina le allocazioni nei due maggiori fattori trainanti di rendimento dei portafogli obbligazionari: il credito e il debito governativo. Il credito generalmente rende migliore la performance quando i mercati obbligazionari si trovano nelle fasi di “propensione al rischio” e le obbligazioni più difensive sovraperformano durante gli episodi di “avversione al rischio”. Combinando opportunamente emissioni selezionate AB European Income Portfolio punta a ottenere un rendimento di portafoglio competitivo senza compromettere la stabilità del capitale.

primeimages / E+ / Getty Images


FinanciaLounge
29 Marzo 2019
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