In un mondo post-ciclo economico, la crescita degli utili è sovrana

di Redazione

Per AllianceBernstein gli investitori dovrebbero concentrarsi sulle imprese in grado di continuare a crescere nonostante la complessità del contesto

Chi investe oggi in azioni si trova a operare in uno scenario di bassa crescita economica contraddistinto da rischi potenzialmente elevati, basti pensare alla guerra dei dazi o a temi più ampi come l’andamento demografico e l’elevato livello di indebitamento di imprese e famiglie. In questo contesto si finisce inevitabilmente per avere aspettative che oscillano di continuo tra ottimismo e pessimismo: un trimestre di contrazione economica viene interpretato come un primo segnale di recessione e i mercati reagiscono negativamente, mentre dati economici favorevoli fanno pensare a una ripresa più consistente e alimentano ancora la volatilità dei mercati, sia pure per un motivo diverso. Se questa è la realtà con cui si confrontano quotidianamente gli investitori e assodato che nessuno è in grado di prevedere quando si scatenerà la prossima crisi finanziaria o quando e se terminerà questo ciclo economico, su quali tipi di titoli azionari è meglio puntare? Per AllianceBernstein occorre partire dal concetto che gli utili aziendali sono il fondamento delle performance azionarie e il segreto è quindi privilegiare i titoli azionari con un potenziale di crescita a medio-lungo termine derivante da caratteristiche idiosincratiche.

PUNTARE SULLE IMPRESE CHE CRESCONO A DISPETTO DEL CONTESTO

“In un mondo di crescita relativamente modesta, riteniamo che gli investitori dovrebbero concentrarsi sulle imprese in grado di continuare a crescere nonostante la complessità del contesto”, spiega Mark Phelps che è il chief investment officer – concentrated global growth di AllianceBernstein. “Questo è però più difficile del previsto. In primo luogo, non è sempre chiaro quali imprese abbiano un potenziale di crescita sostenuta; inoltre, queste aziende sono molto richieste e scambiano quindi a valutazioni elevate”.

INDIVIDUARE LE SOCIETA’ CON VANTAGGI COMPETITIVI

Secondo Phelps, i titoli azionari con un potenziale di crescita a medio-lungo termine sono quelli di società in grado di crescere in modo regolare grazie a vantaggi competitivi, come la capacità di determinare i prezzi (pricing power), bilanci solidi e team manageriali d’eccellenza, caratteristiche che possono essere individuate mediante una ricerca bottom-up approfondita. Per l’esperto di AllianceBernstein, un approccio d’investimento incentrato sul potenziale di crescita degli utili, anziché su specifici temi o settori, può favorire la creazione di un portafoglio variegato. Esempi di titoli azionari che presentano le caratteristiche indicate sono MasterCard, Microsoft e Temenos, che operano, rispettivamente, nel settore dei pagamenti, del cloud computing e del software bancario; la cinese Alibaba Group del settore consumi asiatico, e Eurofins e Genmab, due aziende di orientamento scientifico con sede in Europa.

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GUARDARE OLTRE L’INCERTEZZA

“L’approccio che proponiamo è senz’altro valido, ma non è adatto a investitori impreparati”, sottolinea Phelps. “Richiede uno stile di gestione attivo e un portafoglio concentrato, con un numero ridotto di partecipazioni per consentire un esame attento e continuativo dei singoli titoli”, che è poi la strategia adottata dal fondo AB Concentrated Global Equity e che gli ha fatto guadagnare il massimo rating, le cinque stelle, di Morningstar. Naturalmente, osserva il manager di AllianceBernstein, qualche società potrà occasionalmente annunciare utili inferiori alle attese, anche in condizioni più favorevoli di quelle attuali, per cui i gestori devono imparare dai propri errori e gli errori possono essere evitati, anche in un contesto insidioso come quello che stiamo vivendo, cercando le imprese con un modello di business in grado di conseguire risultati positivi nonostante l’attuale incertezza macroeconomica e di mercato.

BsWei / iStock / Getty Images Plus


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3 Dicembre 2019
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