Lo scenario

Capital Group: economia globale tra recessione e stretta monetaria

L’economista Stephen Green prevede che la recessione parta da USA e Europa causata da inflazione e rialzi dei tassi per proseguire in Giappone e meno negli Emergenti. Poi le banche centrali cercheranno di limitare i danni

di Virgilio Chelli 14 Dicembre 2022 18:30
financialounge -  Capital Group inflazione mercati Stephen Green stretta monetria
financialounge -  Capital Group inflazione mercati Stephen Green stretta monetria

L’economia globale sta entrando in recessione, dal prossimo anno ci aspetta un significativo rallentamento, ma resta una certa incertezza su quale forma assumerà esattamente. Secondo le previsioni di Capital Group sarà trainata da Stati Uniti e Europa, provocata da inflazione persistente e aumento dei tassi, e da un’economia cinese ancora debole. Le tre aree saranno seguite dal Giappone, e le più grandi economie risulteranno stagnanti o in contrazione. La causa scatenante ha a che vedere con l’inflazione e rialzi dei tassi messi in atto in risposta. L’inflazione a sua volta è iniziata dopo la pandemia con i colli di bottiglia causati dai rincari dei beni ed è proseguita con lo shock dei prezzi di materie prime ed energia provocato dalla guerra in Ucraina, per finire con l’impennata di quelli dei servizi trainata dalla forte crescita dei salari soprattutto in USA.

IMMOBILIARE USA GIÀ IN RECESSIONE


Stephen Green, Economista di Capital Group, sottolinea che le banche centrali hanno aumentato i tassi in modo estremamente rapido e questo inizierà a far sentire i propri effetti. L’immobiliare USA è già in recessione, e questo inizierà a influire sugli utili, sugli investimenti, sui salari delle aziende, specialmente se la Fed aumenterà i tassi di altri 150 punti nei prossimi mesi. Se la recessione diventerà stagflazione dipende da diversi fattori, come inflazione persistente o banche centrali alla fine in grado di convivere con un’inflazione più elevata per dare nuovamente impulso alla crescita.

LE BANCHE CENTRALI ALLENTERANNO TEMPESTIVAMENTE


Per il settore dei servizi gran parte dei costi è rappresentata dal lavoro. Negli Stati Uniti, secondo Capital Group, i salari continueranno in forte crescita a prescindere dai rialzi dei tassi, per l’enorme carenza di lavoratori. Sussistono diversi “mismatch” che spingono al rialzo i prezzi. La view complessiva di Capital Group è che l’inflazione diverrà ancor più persistente dato che dipende in gran parte dai salari. Ma le banche centrali allenteranno tempestivamente le politiche per limitare i danni, proprio come hanno fatto negli ultimi 20 anni, secondo Green.

CINA COLPITA DA TRE GRANDI SHOCK


Per quanto riguarda la Cina, l’economia cinese è colpita da almeno tre grandi shock: un mercato immobiliare dove il governo da tre anni sta cercando di contenere la bolla, la politica “zero Covid” dinamica con lockdown intermittenti e ogni volta un duro colpo per i consumi, un motore dell’export che inizia ad arrancare dopo un 2020 e 2021 sono stati ottimi. Questi tre shock continueranno a farsi sentire nei prossimi 6-12 mesi e stavolta non ci si aspetta alcuno stimolo di grandi dimensioni Pechino.

FRAGILITÀ DEL REAL ESTATE PER ALTRI 6-12 MESI


I due indicatori importanti da guardare sono la crescita del credito e le vendite di immobili residenziali, secondo Green. Si tratta di una situazione molto diversa da quella del 2009 o del 2017, quando Pechino era in modalità “politiche accomodanti”, le banche concedevano più prestiti e il debito pubblico trainava la spesa in infrastrutture, mentre la gente correva a indebitarsi per comprare casa. Secondo Capital Group in Cina la fragilità dell’immobiliare residenziale potrebbe durare anche altri 6-12 mesi.

IMPATTO MENO VIOLENTO IN ASIA


L’inflazione è in aumento anche in tutti i Mercati Emergenti. In Asia e, in particolare in Corea, Thailandia e Indonesia è già piuttosto alta, ma questi mercati sono abituati a valori elevati. Le banche centrali stanno aumentando i tassi, ma non in modo particolarmente aggressivo. In Asia inoltre non si assiste a una rapida crescita dei salari, quindi, per le banche centrali non è il caso di inasprire eccessivamente le politiche monetarie. In Asia e negli emergenti ci sarà un certo aumento dell’inflazione e qualche rialzo dei tassi, ma le sfide non sono le stesse che deve affrontare la Fed.
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