Chiusa l'istruttoria

L'Antitrust boccia la riforma del sistema Bancomat

Il progetto prevedeva il superamento della commissione interbancaria di 50 centesimi con possibili rincari a carico dei clienti finali

di Antonio Cardarelli 5 Dicembre 2022 15:53
financialounge -  banche bancomat economia
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Il progetto di riforma del sistema Bancomat era stato presentato nell'ottobre del 2020. L'idea era quella di rivedere il sistema di remunerazione per le banche proprietarie degli sportelli superando il modello della commissione fissa - attualmente pari a 50 centesimi - per i prelievi in circolarità, ovvero quando si preleva con una carta di una banca diversa da quella proprietaria dello sportello Bancomat. Dall'Antitrust, che aveva aperto un'istruttoria per verificare la regolarità della riforma, è arrivata una bocciatura perché il nuovo modello "configurerebbe una restrizione della concorrenza a danno dei consumatori". Secondo diversi osservatori, a pagare le conseguenze della possibile riforma del sistema sarebbero stati soprattutto i correntisti di banche online, che spesso offrono prelievi gratuiti andando a coprire i 50 centesimi della commissione interbancaria.

LA COMMISSIONE IN VIGORE


La decisione è stata presa dall'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ha chiuso l'istruttoria. Nel comunicato l'Antitrust ricorda che attualmente la banca che ha emesso la carta utilizzata per il prelievo versa una commissione interbancaria (50 centesimi, ndr) all'istituto che è titolare dello sportello presso cui il prelievo avviene e può chiedere al proprio cliente una commissione. Il progetto presentato da Bancomat S.p.A. prevede invece un nuovo modello per il quale la banca presso cui si fa il prelievo richiede direttamente al titolare della carta una commissione. Detto in altre parole, seppur con un tesso massimo di 1,5 euro, le banche proprietarie degli sportelli avrebbero potuto fissare liberamente la commissione.

PENALIZZATA LA CONCORRENZA TRA BANCHE


Al termine di un'articolata istruttoria, l'Autorità ha rilevato che "il nuovo progetto configura una restrizione della concorrenza in quanto stabilisce una serie di regole comuni che determinano effetti di natura anticoncorrenziale consistenti nell'aumento significativo delle commissioni medie di prelievo in circolarità per gli utenti da parte delle banche aderenti; nella creazione di ostacoli per la concorrenza tra banche nell'erogazione dei servizi alla clientela, dal momento che per queste verrà meno la possibilità di influire su una variabile concorrenziale (vale a dire la possibilità di determinare la commissione di prelevamento in circolarità e la possibilità di non farla pagare al cliente); nell'aumento degli incentivi a colludere per le banche aderenti".

I MOTIVI DEL CALO DEGLI SPORTELLI


Nella stessa comunicazione, l'Antitrust rileva che Bancomat non ha fornito prova della relazione diretta tra la diminuzione della rete Atm e l'attuale modello di remunerazione, motivo per cui Bancomat aveva deciso di modificare il modello in vigore. Secondo l'Antitrust le cause della riduzione degli sportelli Atm, invece, sarebbe una conseguenza della razionalizzazione della rete a seguito di concentrazioni bancarie. "A fronte di una contrazione della rete (tra il 2015 e il 2021 il numero degli sportelli è sceso del 28,4% e quello degli Atm del 13,9%) si è registrata una crescita degli Atm per ciascuno sportello, che comporta un aumento di Atm per filiale: nel periodo 2015-2021 il numero medio di Atm per sportello è salito da 1,44 a 1,73 con un incremento di oltre il 20%", si legge nella nota dell'Antitrust.
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