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BlackRock: l’invecchiamento aumenta il costo per contenere l’inflazione

Il BlackRock Investment Institute mantiene il sottopeso a breve dell’azionario nella previsione di recessione in arrivo causata dalla stretta aggressiva della Fed, che alla fine dovrà accettare di convivere con l’inflazione

di Virgilio Chelli 30 Novembre 2022 17:00
financialounge -  BlackRock economia inflazione
financialounge -  BlackRock economia inflazione

Mantenimento del sovrappeso sui bond legati all’inflazione, destinata a restare per un periodo di tempo sopra il target della Fed, e sottopeso a breve termine dell’azionario USA, che non ha ancora pienamente prezzato l’attesa recessione e il conseguente impatto sugli utili societari. Sottopeso anche dei Treasury USA, in quanto i rendimenti sulle scadenze lunghe non riflettono la tenacia dell’inflazione e la collegata richiesta di un maggior premio da parte degli investitori. Preferenza invece per le scadenze più brevi e per il credito di alta qualità. A lungo termine invece la preferenza va alle azioni, che offriranno un ritorno superiore rispetto al reddito fisso.

L’INVECCHIAMENTO DELLA POPOLAZIONE


Sono le indicazioni sul posizionamento di portafoglio del commento settimanale del BlackRock Investment Institute, che analizza in particolare il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione, che aumenta il costo del contenimento dell’inflazione. Il fenomeno ha infatti accentuato la scarsità di offerta di lavoro e alla fine la Federal Reserve si vedrà costretta a convivere con un determinato livello di crescita dei prezzi al consumo, di qui la preferenza per i bond legati appunto all’inflazione. L’azionario ha recuperato oltre il 10% dai minimi di ottobre, ma secondo BlackRock le valutazioni non riflettono ancora l’attesa recessione, anticipata da una curva dei tassi profondamente invertita.

L’ECONOMIA FA FATICA


Il dato su lavoro e occupazione USA in arrivo sarà una chiave importante sia per le prossime mosse della Fed che per i mercati. La quota di popolazione USA sul mercato del lavoro è ancora sotto i livelli pre-Covid, e non sembra destinata a risalire, il che implica che l’economia farà fatica a continuare al passo attuale senza alimentare l’inflazione. Con la sua politica aggressive la Fed sta di fatto aprendo la porta alla recessione, con inflazione sempre persistente. Il calo della partecipazione al mercato del lavoro finora ha sottratto 1,3 milioni di occupati, con la disoccupazione che continua a viaggiare ai minimi da 50 anni.

IL DILEMMA DELLA FED


I rialzi dei tassi non sono una cura contro le strettoie produttive di questo tipo, per cui la Fed è di fronte al dilemma tra causare una recessione o accettare un’inflazione più alta del desiderato. Per ora sembra stia scegliendo la prima strada, ma secondo BlackRock riportare l’inflazione entro il target richiede una recessione profonda, per cui, man mano che il danno all’economia si renderà evidente, alla fine dovrà fermarsi.

VERSO UNA FASE DI CRESCITA RIDOTTA


L’invecchiamento della popolazione alimenta indirettamente l’inflazione, tenendo basso il bacino della forza lavoro da cui attingere. Se la produttività dei lavoratori riuscisse a crescere allo stesso tasso del calo di partecipazione al lavoro, la crescita media del PIL potrebbe assestarsi all’1,8% pari a circa due terzi della media 1980-2020 ed al ritmo più lento da quando iniziano le serie storiche.
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