L’apertura dei mercati

Borse Ue positive in attesa dei verbali Bce

Avvio sopra la parità per i listini del Vecchio Continente, dopo i verbali della Fed, da cui emerge la necessità di rallentare la stretta monetaria. Diversi Paesi Ue bocciano il price cap. Oggi la Bce pubblica i verbali di novembre

di Fabrizio Arnhold 24 Novembre 2022 09:17
financialounge -  BCE borse FED mercati
financialounge -  BCE borse FED mercati

Dagli ultimi verbali della Fed emerge la possibilità di moderare la stretta monetaria e i mercati apprezzano. A Milano il Ftse Mib apre a +0,40%, il Dax di Francoforte a +0,27%, il Cac 40 di Parigi a +0,11%, l’Ibex 35 di Madrid a +0,26% e il Ftse 100 di Londra a -0,02%. La Borsa di Tokyo archivia la seduta in territorio positivo, sulla scia di Wall Street, con l’indice Nikkei a +0,95%. In Usa oggi si festeggia il giorno del Ringraziamento.

LE FED POTREBBE RALLENTARE


Ieri il mercato Usa ha chiuso in positivo dopo la pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione del Fomc, il braccio operativo della Federal Reserve. La maggior parte dei membri si sono detti propensi a rallentare la stretta, quindi a procedere con aumenti di tassi ma a passo più moderato. Negli ultimi mesi sono stati decisi quattro ritocchi consecutivi da 75 punti base. Oggi verranno resi noti i verbali della riunione di novembre della Bce.

AUMENTANO I CASI COVID IN CINA


In rialzo le Borse asiatiche, tranne Shanghai, che sconta l’aumento di casi Covid in Cina. Gli investitori temono ulteriori restrizioni che potrebbero avere un impatto sull’economia cinese. Sotto osservazione anche i titoli del lusso che rischiano di risentire di una nuova stretta. In calo i rendimenti dei bond Usa, con il decennale che si è portato al 3,7%. Sul versante valutario, si rafforza l’euro che passa di mano a 1,0430 dollari.

BOCCIATA LA PROPOSTA DI PRICE CAP


Rallenta il prezzo del gas, dopo la fiammata degli ultimi due giorni: il future di dicembre arretra dell’1,2% a 128 euro al megawattora. Ancora in calo il petrolio. Ieri diversi Paesi Us, tra cui anche l’Italia, hanno bocciato la proposta di price cap a 275 euro perché considerato troppo alto. Partono bene i titoli delle utility, dopo i cali della vigilia provocati dell’aumento delle tasse sugli extraprofitti. Lo spread apre stabile, a 187 punti base, il rendimento del decennale italiano invece continua a scendere e in avvio di scambi oggi è del 3,72 per cento.
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