La giornata dei mercati

Borse Europee in lieve calo nel finale, giù il prezzo del petrolio

I mercati azionari del vecchio continente si avviano alla chiusura frazionalmente in ribasso in una giornata di pesante calo del prezzo del petrolio, su timori di recessione e attese di aumento della produzione dell’Opec

di Virgilio Chelli Aggiornato al 21/11/2022 17:35
financialounge -  borse la giornata dei mercati mercati
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21/11/2022 17:35


L’azionario europeo si avvia alla conclusione della prima seduta della settimana in lieve calo, che sulla piazza milanese viene amplificato dall’effetto di stacco delle cedole di diversi importanti titoli. La seduta dei mercati finanziari registra una pesante caduta del prezzo del petrolio, sia nella versione americana del WTI che in quella europea del Brent, scesi rispettivamente in area 75 dollari al barile il primo e sopra gli 82 dollari il secondo, vicino ai minimi dell’anno. A provocare il tonfo ha contribuito un report del Wall Street Journal secondo cui l’Arabia Saudita e altri Paesi OPEC starebbero valutando un aumento della produzione fino a 500.000 barili al giorno da decidere alla riunione dell’OPEC+ del 4 dicembre, dopo la decisione opposta del mese scorso di aumentarla di 2 milioni di barili, in vista del bando UE delle importazioni dalla Russia a partire dal giorno dopo e a seguito del price cap deciso dal G7 sempre sul greggio russo.

Sul calo, il quarto giornaliero consecutivo, hanno inciso anche i timori di rallentamento globale dopo la nuova stretta anti Covid della Cina e i sempre presenti timori legati a alti tassi e alta inflazione, che potrebbero spingere in recessione l’economia globale andando a colpire i consumi di energia. Anche le prospettive incerte dell’offerta durante l’inverno pesano. I timori di rallentamento economico sono alimentati anche dall’indice uscito in calo della Fed di Chicago sull’attività a livello nazionale.

21/11/2022 16:00


L’azionario europeo continua a viaggiare in territorio frazionalmente negativo all’inizio di una settimana che a Wall Street sarà accorciata dal Tanksgiving Day di giovedì. Il balzo in avanti del titolo Disney non basta a spingere in rialzo un mercato su cui pesa il Nasdaq, mentre la saga di FTX continua a esercitare un effetto domino negativo sull’universo delle criptovalute. In generale, continuano a pesare i timori su tassi di interesse ancora in rialzo da parte delle banche centrali e di rischio recessione, che si aggiungono a quelli su un ritorno pesante delle restrizioni anti covid in Cina dopo che nuovi lockdown a Shijiazhuang.

La seduta dei mercati finanziari registra una pesante caduta del prezzo del petrolio, sia nella versione americana del WTI che in quella europea del Brent, scesi rispettivamente ben sotto gli 80 dollari al barile il primo e poco sopra gli 80 il secondo. I trader citano timori sul lato della domanda dopo le nuove restizioni anti Covid in Cina e anche le restrizioni delle condizioni finanziarie che potrebbero spingere in recessione l’economia globale andando a colpire i consumi di energia. Anche le prospettive incerte dell’offerta durante l’inverno pesano, con l’Unione Europea che si prepara al bando dei flussi di greggio dalla Russia a partire da dicembre, mentre si attendono strette produttive dall’OPEC. Sulle principali criptovalute prosegue intanto l'effetto domino negativo indotto dal crac di FTX.

21/11/2022 12:00


L’azionario europeo viaggia in territorio frazionalmente negativo in avvio di una settimana che a Wall Street sarà accorciata dal Tanksgiving Day di giovedì, quando la Borsa di New York resterà chiusa per riaprire venerdì solo a mezzo servizio. Sui principali indici del vecchio continente continuano a pesare i timori su tassi di interesse ancora in rialzo da parte delle banche centrali e di rischio recessione, che si aggiungono a quelli su un ritorno pesante delle restrizioni anti covid in Cina dopo che a Shijiazhuang sono state chiuse scuole e università mentre è stato chiesto ai residenti di restare a casa per cinque giorni. Sul versante corporate, l’operatore finanziario britannico Virgin Money ha beneficitato del rialzo dei tassi segnando un aumento dell’utile mentre la svizzera Julius Baer è sulla strada giusta per centrare gli obiettivi del 2022. Il Gruppo francese dell’acciaio e dei tubi Vallourec ha registrato un balzo degli utili trimestrali mentre Compass Group prevede una crescita a due cifre dell’utile nel 2023 dopo un balzo avanti nel 2022.

A Milano l’indice FTSE Mib potrebbe essere la maglia rosa europea se non fosse per l’effetto dello stacco cedole delle principali società che pesa in negativo per lo 0,68% andando a impattare soprattutto i titoli bancari e gli energetici. Da segnalare anche che l’agenzia Fitch ha confermato il rating dell’Italia come emittente a lungo termine in valuta estera a “BBB” con outlook stabile. Gli occhi degli investitori guardano a Palazzo Chigi dove il governo Meloni si prepara al varo da una finanziaria da 32 miliardi per il 2023.

Dal versante macroeconomico da segnalare il rallentamento dell’indice dei prezzi alla produzione in Germania sceso a ottobre al 34,5% sull’anno dal record del 45,8% sia a settembre che agosto, sotto le attese che puntavano a un dato superiore al 40%. E’ il livello più basso da giugno anche se i prezzi dell’energia restano il maggior contributore al rialzo. Su base mensile i prezzi alla produzione sono scesi inaspettatamente del 4,2%, segnando il primo calo da maggio 2020.
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