Anticipazioni

Inflazione: pronti a un potenziale cambio di rotta?

Erik L. Knutzen Chief Investment Officer—Multi-Asset Class di Neuberger Berman analizza i dati recenti sull’inflazione e prevede cosa potrebbe accadere nel 2023

di Anna Patti 20 Novembre 2022 10:00

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Secondo Eric L. Knutzen Chief Investment Officer—Multi-Asset Class di Neuberger Berman nel 2023 assisteremo molto probabilmente al picco dell’inflazione, dell’inasprimento delle politiche monetarie, dei rendimenti obbligazionari e della volatilità di mercato, e registreremo dei minimi per quanto riguarda la crescita del PIL, degli utili aziendali e delle valutazioni di mercato. I dati sull’inflazione pubblicati lo scorso giovedì, che hanno messo in evidenza un rallentamento maggiore del previsto dell’inflazione primaria e core negli Stati Uniti, e la risposta piuttosto esuberante che ne è scaturita indicano che i mercati sono pronti per un potenziale cambio di passo: rimbalzano a ogni segnale positivo su questo fronte e sembrano ansiosi di scontarne una significativa riconvergenza.

IL RITORNO ALLA NORMALITA’


Il parere di Neuberger Berman è che si ritornerà verso una “vecchia normalità”. Ovvero verso la situazione precedente al 2008 o perfino precedente al 2000 caratterizzata da un minor grado di globalizzazione, da inflazione, tassi e costo del capitale strutturalmente più elevati e valutazioni degli asset finanziari strutturalmente più basse. In altre parole dice Eric Knutzen: “riteniamo che la reazione dei mercati ai dati sull’inflazione della scorsa settimana sia eccessiva, poiché stanno scontando la possibilità che l’inflazione rimanga confinata tra il 3 e il 4% per un lungo periodo di tempo”. Tutto questo, ritiene Knutzen porta a pensare che poiché nel 2022 inflazione e tassi hanno subito una rapida correzione al rialzo e all’orizzonte non si intravede nel breve una svolta tale da provocare una riconvergenza verso la normalità post-2008,  è probabile che la crescita di inflazione e tassi abbia iniziato solo ora a produrre i propri effetti.

LA POLTICA GIAPPONESE


L’analista di Neuberger Berman sottolinea la disconnessione della politica monetaria giapponese da gran parte del resto del mondo. La Bank of Japan non solo rimane saldamente ancorata a tassi d’interesse a breve termine negativi, ma continua anche ad acquistare titoli di Stato a lunga scadenza nell’ambito della propria politica di “controllo della curva dei rendimenti”. Lo yen ha toccato i minimi degli ultimi 30 anni. Le autorità monetarie hanno espresso il proprio timore di un “forte overshooting dell’inflazione”. Alla banca centrale non rimangono letteralmente titoli da acquistare nelle tre scadenze della curva dei rendimenti su cui è concentrata. Eric Knutzen dice che: “anche se le tempistiche sono difficili da indovinare, siamo convinti che la Bank of Japan sarà costretta a mettere in atto un cambio di passo importante e, proprio come la pensano gli stessi responsabili della banca centrale nipponica, riteniamo che questo potrebbe avere effetti dirompenti sull’economia locale”.

PREVISIONI


Nel corso dei prossimi due anni la capacità di assorbire tassi più elevati sarà essenziale. . L’esposizione delle società all’aumento dei costi e la loro abilità di scaricarli alimenterà probabilmente un’ampia dispersione di margini e performance dei titoli azionari. Nonostante la volatilità a cui abbiamo già assistito nel 2022, è possibile che i mercati non abbiano ancora mostrato tutta la propria fragilità in questo nuovo contesto economico. Secondo Eric Knutzen Chief Investment Officer—Multi-Asset Class di Neuberger Berman gli investitori nel prossimo anno dovrebbero manatenere la cautela e prestare attenzione alle opportunità tattiche. Questo è evidenziato nel document fornito da Neuberger Berman dal titolo Soluzioni per il 2023. L’esperto ritiene che la volatilità generata dai cambi di rotta possa continuare a offrire un contesto favorevole per le strategie alternative, come le strategie global macro, come i titoli sensibili all’andamento dell’inflazione, i titoli azionari e i crediti corporate di alta qualità, e le società non quotate. Knutzen infine sostiene che: “mentre tassi più elevati diventano una realtà consolidata nel sistema attuale, ravvisiamo sempre più opportunità di fornire soluzioni private di capitale a livelli interessanti o perfino distressed grazie alle ristrutturazioni in corso delle strutture di debito”.

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