Dati e mercati

Il picco dell'inflazione è stato raggiunto? La risposta di AllianzGI

Secondo Hans-Jörg Naumer il rallentamento di ottobre non basta a determinare un trend, per questo sarà importante monitorare i dati economici della prossima settimana

di Antonio Cardarelli 19 Novembre 2022 10:00
financialounge -  Allianz Global Investors economia Hans-Jörg Naumer
financialounge -  Allianz Global Investors economia Hans-Jörg Naumer

Il rallentamento dell'inflazione segnalato dal dato della scorsa settimana ha favorito un clima di mercato positivo. L'inflazione core ha toccato il livello più basso da 13 mesi ma, sottolinea Hans-Jörg Naumer, Director, Global Capital Markets & Thematic Research di Allianz Global Investors, "un singolo dato non rappresenta un trend" e il target dell'inflazione al 2% è ancora lontano.

IL CROLLO DEL BITCOIN


Secondo l'esperto il rallentamento di alcune componenti - affitti, servizi sanitari, abbigliamento, tariffe aeree e auto usate - dovrebbe consentire alla Fed di allentare il ciclo di rialzo dei tassi, "ma non certo di cambiare completamente rotta". Insomma, come hanno sottolineato in settimana autorevoli dirigenti della Fed, è ancora presto per fermare il rialzo dei tassi d'interesse. Oltre all'aumento dei tassi dei mutui, nelle ultime settimane ci sono stati impatti anche per le criptovalute. Il Bitcoin, fa notare Naumer, è sceso verso i 16mila dollari, il 75% in meno rispetto al livello massimo. "Si fosse trattato di un altro tipo di investimento, i mercati sarebbero andati nel panico più totale. Detto ciò, sarebbe troppo facile addossare a una piattaforma di scambio di cripto token tutta la colpa del recente calo dei mercati", commenta l'esperto di AllianzGI.

VALUTARE I TREND RIALZISTI


Secondo Naumer, che l’inflazione abbia raggiunto il picco o meno, "difficilmente le grandi banche centrali, Fed in testa, accantoneranno il loro piano d’azione per contenere l’inflazione". Detto in altre parole, la marea di liquidità che ha permesso a strumenti speculativi come il Bitcoin di restare a galla dovrà arretrare ancora un po' prima di vedere un'inversione di tendenza nella politica monetaria. L'esperto di AllianzGI sottolinea come potrebbe essere preferibile focalizzare l’attenzione sui dati economici poiché "più si avvicina il punto minimo del ciclo economico (e ancora non ci siamo), più affidabile dovrebbe diventare ogni eventuale trend rialzista sui mercati azionari".

I DATI IN ARRIVO LA PROSSIMA SETTIMANA


A proposito di dati e indicatori la prossima settimana verranno pubblicati alcuni indicatori particolarmente rilevanti ai fini dell’inflazione, quali i prezzi alla produzione negli Stati Uniti (lunedì), i prezzi al consumo nel Regno Unito (mercoledì), nonché i prezzi di importazioni ed esportazioni relativi agli USA (mercoledì). Saranno inoltre resi noti diversi indicatori economici come la produzione industriale nell’area euro (lunedì) e in Cina (martedì) e si proseguirà con le attese espresse dall’indice del sentiment economico ZEW per l’Eurozona e l’Empire State Index per gli USA (entrambi martedì). Mercoledì sarà la volta della produzione industriale della prima economia mondiale. Giovedì conosceremo l’indice della Fed di Filadelfia, quello della Fed di Kansas City per il settore manifatturiero e le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione (tutti relativi agli Stati Uniti).
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