Gestione del portafoglio

In un mondo sempre più incerto Schroders reputa interessanti small e mid cap USA

Per Bob Kaynor (Schroders) questo tipo di società statunitensi sono valutate in modo più conveniente rispetto alle large cap nonostante offrano prospettive di crescita degli utili superiori

di Leo Campagna 14 Novembre 2022 18:00
financialounge -  Bob Kaynor mercati Schroders Small cap Usa
financialounge -  Bob Kaynor mercati Schroders Small cap Usa

La maggiore resilienza mostrata dall’economia statunitense rispetto a quella di altri Paesi rende l’azionario USA interessante in un mondo sempre più incerto. In particolare, secondo Bob Kaynor, Head of US Small & Midcap Equities, Schroders, le piccole e medie imprese più orientate al mercato interno che non evidenziano valutazioni eccessive.

ISOLATE DALLE CRESCENTI TENSIONI GEOPOLITICHE


“Molte di queste società dipendono dal mercato domestico per crescere e sono pertanto piuttosto isolate dalle crescenti tensioni geopolitiche che sembrano destinate a ridisegnare le alleanze globali, il commercio e i flussi di investimento. In effetti, alcune di queste aziende potrebbero essere beneficiarie dirette di un’economia mondiale più regionalizzata, dato che le autorità statunitensi stanno incentivando il rientro a casa delle aziende che in precedenza avevano delocalizzato (reshoring)” fa sapere Kaynor.

UN’ASSET CLASS BEN NEGOZIATA E LIQUIDA


Non solo. Dal momento che le loro valutazioni di mercato possono raggiungere anche i 20 miliardi di dollari, le small e mid cap statunitensi risultano essere un’asset class ben negoziata e liquida. Inoltre, offrono agli investitori molte più opportunità di generare valore rispetto alle large cap USA. “Questo potrebbe rivelarsi un momento interessante per investire nelle small e mid cap statunitensi, le cui valutazioni stanno già scontando un calo degli utili del 25-40%, simile a quello nel post crisi finanziaria globale” riferisce il manager di Schroders.

UN CAMBIO DI LEADERSHIP AZIONARIA NEGLI USA


Uno slancio che potrebbe comportare un cambio nella leadership azionaria negli USA nel prossimo ciclo economico, come già capitato in passato. In seguito alla crisi finanziaria del 2008, l’S&P500 è diventato più concentrato in settori in crescita, come l’IT, rispetto a qualsiasi altro momento dal 2000. Nel frattempo, l’universo delle società USA più piccole è rimasto ben diversificato.

ANALOGIE CON LA FASE POST SCOPPIO DELLA BOLLA DOT-COM NEL 2000


“Va ricordato come dopo lo scoppio della bolla dei dot-com nel 2000, le aziende USA più piccole hanno registrato performance molto migliori rispetto alle large cap per diversi anni fino al 2007. Una tendenza delineata in anni in cui i tassi di interesse e il PIL USA erano sia in aumento che in diminuzione, dove l’elemento comune è stato un punto di partenza depresso, con valutazioni basse e una forte crescita degli utili” spiega Kaynor sottolineando le analogie con la situazione odierna.

SOVRAPERFORMANCE DA GENNAIO 2022


D’altra parte da fine gennaio 2022, le small e mid cap statunitensi hanno sovraperformato le large cap. “Si tratta di un risultato insolito in un periodo di timori recessivi, ma che riflette in parte valutazioni molto più convenienti. Infatti se si confrontano i rapporti di prezzo / utili (p/e) attesi per i prossimi 12 mesi, le valutazioni delle small e mid cap statunitensi sono quasi ai minimi storici rispetto alle large cap, nonostante offrano prospettive di crescita dei profitti superiori” argomenta il manager.

FOCUS SULLE AZIONI USA DI PICCOLE E MEDIE DIMENSIONI


Prospettive positive che trovano supporto dal focus domestico delle politiche negli Stati Uniti – in particolare quelle per la riallocazione della produzione e delle catene di approvvigionamento nel Paese e nei Paesi limitrofi – che favoriranno l’universo delle small. “Negli ultimi cinque anni la decisione migliore sarebbe stata quella di investire solo nell’S&P500, ma è in atto un cambiamento. Ci sono ora buone ragioni per ampliare gli investimenti in società statunitensi di medie e piccole dimensioni, che sono valutate in modo più interessante in un contesto di mercato in evoluzione” conclude l’Head of US Small & Midcap Equities di Schroders.
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