L'analisi

Il vento sta cambiando per l’euro, nuova energia dal calo del prezzo del gas

J.P. Morgan AM, nel Bond Bulletin settimanale, sottolinea che nel breve termine emergono opportunità tattiche di apprezzamento dell’euro su dollaro grazie ai primi segnali di moderazione dei prezzi dell’energia

di Virgilio Chelli 26 Ottobre 2022 17:16
financialounge -  euro-dollaro JP Morgan AM
financialounge -  euro-dollaro JP Morgan AM

Per tutto il 2022 i mercati dell’energia hanno condizionato l’andamento del mercato dei cambi determinando, in particolare, il calo dell’euro. Ma si scorgono i primi segnali che il vento sta cambiando. Anche se i prezzi dell’energia restano storicamente elevati, nel breve termine emergono opportunità tattiche di apprezzamento della moneta unica su dollaro grazie non solo ai primi segnali di moderazione dei prezzi dell’energia, ma anche alla sopravvalutazione del biglietto verde su cui si è accumulato un affollamento di posizioni. L’attenzione va tenuta alta, perché i prezzi del gas potrebbero risalire nei mesi più freddi. Gli investitori potrebbero adottare un approccio tattico se hanno la possibilità e la capacità di sfruttare a proprio vantaggio le opportunità che si presentano nei mercati valutari.

L’IMPATTO SUI CONTI CON L’ESTERO


Sono le indicazioni del Bond Bulletin settimanale a cura del Team Global Fixed Income, Currency and Commodities Group di J.P. Morgan Asset Management che esamina le potenziali implicazioni della dinamica dei prezzi dell’energia. L’export manifatturiero è sempre stato molto intenso nell’Eurozona, sostenendo l’euro e generando un forte avanzo delle partite correnti. Ma l’area è anche un forte importatore di energia il che ha peggiorato la bilancia commerciale da quando i prezzi del gas in particolare hanno subito un’impennata.

LA TENSIONE POTREBBE ATTENUARSI


Ora si sono notevolmente ridotti ed è possibile che i mercati si convincano che i rischi sono stati scontati e che gli interventi fiscali contribuiranno ad attenuare gli effetti della crisi energetica. I prezzi dell’energia hanno anche un forte impatto sull’inflazione e una loro inversione potrebbe incidere sulla necessità di stimoli fiscali e di interventi della BCE. Nel complesso, il Team di J. P. Morgan AM ritiene che tra breve la tensione sull’euro potrebbe attenuarsi se i prezzi del gas europeo continueranno a stabilizzarsi.

IL GAS PUO’ AIUTARE SE IL PREZZO CONTINUA A SCENDERE A TORNARE SOPRA LA PARITA’


Da inizio anno al 19 ottobre la moneta unica ha perso il 14% su dollaro perché mentre l’Eurozona dipende dalle importazioni di energia gli USA sono autosufficienti. Un calo dei prezzi del gas potrebbe aiutare il recupero dell'euro ma per riportare però l’euro/dollaro al livello di 1,10-1,20 degli ultimi cinque anni, secondo il Bond Bulletin occorre che i corsi energetici continuino a scendere in misura consistente.

ANCHE LA BCE GIOCA A FAVORE


La decisione della BCE di riportare i tassi in territorio positivo ha fatto rallentare la dinamica decennale di flussi netti negativi del reddito fisso europeo. Il Team di J. P. Morgan AM si dice convinto che i deflussi possano trasformarsi in afflussi perché gli investitori non devono più allocare attivi all’estero per realizzare rendimenti positivi sui portafogli obbligazionari. In ultima analisi, questa dinamica potrebbe giocare a favore dell’euro nel più lungo termine.

MA LA RECESSIONE SUPPORTA IL DOLLARO


Il Bond Bulletin segnala anche che fattori tecnici stanno rendendo la vita difficile al dollaro, come il mantenimento di posizioni lunghe che potrebbero limitare un ulteriore potenziale apprezzamento. J. P. Morgan AM ricorda che storicamente il dollaro è stato sempre supportato nelle fasi recessive: considerato l’attuale contesto macro, con continue spinte inflazionistiche e Banche Centrali intente a rafforzare un orientamento restrittivo, le prospettive per gli attivi rischiosi potrebbero peggiorare e gli investitori potrebbero continuare a reinvestire in porti sicuri.
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