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I mercati obbligazionari puniscono le incoerenze di politica monetaria e fiscale

Neuberger Berman analizza la crisi del debito in Gran Bretagna ma anche le recenti oscillazioni del Bund tedesco, che hanno visto gli investitori obbligazionari lanciare l’avvertimento che “il capitale non è gratis”

di Virgilio Chelli 22 Ottobre 2022 09:30
financialounge -  Bank of England BCE germania Gran Bretagna Neuber Berman
financialounge -  Bank of England BCE germania Gran Bretagna Neuber Berman

Dopo aver previsto tre settimane fa che fossero più probabili crepe nei mercati valutari o dei titoli di Stato che in quelli creditizi, Neuberger Berman trova conferma nella crisi che ha colpito i rendimenti dei Gilt britannici, mentre anche i Bund tedeschi, solitamente poco volatili, hanno registrato oscillazioni a doppia cifra. Le Prospettive settimanali del CIO, firmate da Brad Tank, Chief Investment Officer—Fixed Income, e Ashok Bhatia, CFA, Deputy Chief Investment Officer—Fixed Income della casa d’investimento sottolineano come il contesto di elevata inflazione stia costringendo chi investe in obbligazioni societarie a combattere una battaglia solitaria contro i policymaker, ricordando loro che “il capitale non è gratis”.

BANK OF ENGLAND COSTRETTA A MOSSE CONTRASTANTI


Dove le politiche monetarie e fiscali sono coerenti, i rendimenti dei titoli di Stato potrebbero essere vicini ai picchi ciclici, ma dove le decisioni politiche sono incoerenti, i mercati sono pronti a condannarle, con un rigore ora applicato anche ai Paesi sviluppati proprio come avverrebbe normalmente per il mondo emergente, spingendo la volatilità a livelli storicamente elevati. I piani fiscali britannici erano mal concepiti e mal comunicati, oltretutto nel bel mezzo della stretta di Bank of England, costretta poi ad acquisti d’emergenza di Gilt, inviando anch’essa così segnali contrastanti.

EUROZONA FONTE DI RISCHIO SU INFLAZIONE E CRESCITA


Dall’altra parte della Manica, la Germania ha risposto alla crisi energetica con un piano da 200 miliardi proprio mentre la BCE utilizzava toni duri sull’inflazione ed i ministri UE tentavano di mettere a punto una qualche strategia comune. Se l’Italia, nota Neuberger Berman, avesse trasmesso alla UE una bozza di bilancio anche solo timidamente espansiva, sarebbe stata con tutta probabilità criticata dagli altri membri e rimessa in riga dai mercati finanziari. Quando scoppiò la pandemia l’Eurozona reagì con sorprendente unità, e ora le voci di un sostegno tedesco all’emissione di obbligazioni comuni per contrastare la crisi energetica potrebbero segnalare una disponibilità a preservarla. Ma l’Eurozona rimane secondo Neuberger Berman una fonte di rischio sia sul versante dell’inflazione che su quello della crescita, specialmente se le politiche divenissero ancor più incoerenti.

IL CASO DEL GIAPPONE E I RISCHI IN USA


Ma il problema non riguarda solo l’Europa. L’insistenza di Bank of Japan a mantenere i tassi in territorio negativo ha danneggiato lo yen, crollato ai minimi di 24 anni su dollaro, inasprendo così le pressioni inflazionistiche. Anche negli Stati Uniti, benché si siano tenuti in gran parte alla larga da incoerenze politiche, le elezioni di metà mandato potrebbero aprire a nuove spinte incoerenti di politica di bilancio.

LEZIONE DA IMPARARE RAPIDAMENTE


I policymaker delle aree sviluppate non hanno compreso appieno che siamo entrati in un nuovo territorio, mentre il mercato obbligazionario è sempre più pronto a rivalutare al rialzo i tassi di rendimento dei titoli di Stato. Secondo Neuberger Berman questa reazione degli investitori è un fatto in ultima analisi positivo per stabilità e sostenibilità. Ma avverte che la disciplina è difficile da mantenere e l’incoerenza politica potrà portare con tutta probabilità a un aumento della volatilità, specialmente se si impiega troppo tempo ad imparare la lezione.
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