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Schroders: ecco perché questo ciclo economico è diverso da quelli visti finora

Secondo Tina Fong (Schroders) soltanto verso la fine del prossimo anno la Fed potrebbe invertire l’attuale rotta allentando la politica monetaria per contrastare l’impatto di una recessione

di Leo Campagna 18 Ottobre 2022 11:34
financialounge -  Schroders Tina Fong
financialounge -  Schroders Tina Fong

In base alla definizione da manuale di recessione – due trimestri consecutivi di crescita negativa del PIL reale – gli Stati Uniti sarebbero in recessione. Peccato che il tasso di disoccupazione continui ad essere sui minimi segnalando una forza del mercato del lavoro indice di un’economia in fase di espansione. Altri indicatori economici, come le indagini congiunturali (in peggioramento) e il tasso di variazione dell’inflazione (ancora in accelerazione), suggeriscono un’economia in stagflazione, caratterizzata da crescita stagnante e prezzi al consumo persistenti.

INDICATORI ECONOMICI CONTRADDITTORI


“In breve” commenta Tina Fong, Strategist, Schroders “questo ciclo economico non può essere facilmente classificato. Gli indicatori economici dovrebbero diventare meno contraddittori sulla scia del rapido ritmo di aumento dei tassi da parte della Fed, in particolare nel corso del prossimo anno, quando l’economia statunitense dovrebbe entrare in recessione”.

IL MODELLO SCHRODERS OUTPUT GAP


Da notare come il modello Schroders Output Gap, che misura la quantità di capacità inutilizzata nell’economia, segnali un output gap positivo e in aumento, indice di un ciclo economico statunitense ancora in fase di espansione. “L’output gap è la differenza tra la produzione effettiva di un’economia e la sua produzione potenziale: un output gap positivo indica che l’economia sta esaurendo la capacità inutilizzata comportando ulteriori pressioni inflazionistiche”, spiega Fong.

LA FED STA INASPRENDO LA POLITICA MONETARIA


La Federal Reserve statunitense sta inasprendo la politica monetaria per riportare la produzione effettiva al suo potenziale (il livello massimo di produzione che un’economia può produrre senza generare inflazione). Questo tende a ridurre il divario positivo con l’economia entra nella fase di rallentamento, sebbene questo, al momento non si stia verificando nonostante il ritmo incalzante degli aumenti dei tassi di interesse.

LA CRESCITA HA RAGGIUNTO IL SUO PICCO


La strategist di Schroders si aspetta che il modello proprietario di output gap entri in fase di rallentamento all’inizio del 2023 ma ammette che lo slancio della crescita ha raggiunto il suo picco, le indagini congiunturali sono diminuite e l’inflazione ha accelerato, dimostrando come in altre aree dell’economia statunitense si stiano delineando caratteristiche da fine ciclo. Stesso discorso per la performance particolarmente negativa dei mercati, tipica di un contesto di stagflazione.

I TITOLI AZIONARI SOFFRONO DURANTE I RALLENTAMENTI DELL’ECONOMIA


I titoli azionari soffrono durante i rallentamenti, poiché la crescita più debole, l’aumento dei costi dovuti all’incremento dei salari e dei tassi d’interesse erode la redditività. Stavolta, tuttavia, nonostante la solidità degli utili societari, l’entità delle perdite azionarie è stata maggiore rispetto ai rallentamenti passati. “Ciò è dovuto al fatto che gli elevati livelli di inflazione hanno determinato aspettative più aggressive di inasprimento delle politiche da parte della Fed”, riferisce Fong.

UNO SCENARIO DI RECESSIONE


La strategist ipotizza nei prossimi trimestri la crescita del PIL statunitense in contrazione con un aumento del tasso di disoccupazione che porterà prima a una riduzione dell’output gap e poi a una sua negatività, e un’inflazione ridotta dai livelli più alti. “Uno scenario di recessione che, storicamente, tende a sostenere le azioni statunitensi grazie alla riduzione dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale in risposta al peggioramento della crescita e dell’inflazione”, argomenta Fong.

IL RALLY AZIONARIO (PREMATURO) DI QUEST’ESTATE


Un’anticipazione la si è vista con il rally di quest’estate, nel quale gli investitori hanno anticipato (prematuramente) un cambio di strategia della Fed verso una policy meno restrittiva. “Riteniamo che, verso la fine del prossimo anno, la Fed possa invertire la rotta allentando la politica monetaria per contrastare l’impatto di una recessione”, conclude la strategist di Schroders.
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