L’analisi

Generali Investments: presto per abbandonare il sottopeso dell’azionario

Nella “Bussola dei Mercati” si sottolinea che gli scenari peggiori stanno diventando più probabili e che gli asset a rischio non prezzano a sufficienza le cattive notizie. Sovrappeso per i bond Investment Grade e il cash

di Leo Campagna 14 Ottobre 2022 15:22
financialounge -  azionario bond Bussola dei Mercati Generali Investments
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E’ troppo presto per abbandonare il sottopeso dell’azionario e anche il credito High Yield resta poco attraente, nonostante la rivalutazione. Sovrappeso invece del credito Investment Grade con i bond finanziari preferiti ai non finanziari, neutralità sui titoli sovrani, con preferenza per USA rispetto all’Area Euro, e sovrappeso del cash. Sono le indicazioni di investimento contenute nell’ultima “Bussola dei Mercati” a cura del team di Ricerca Finanziaria & macro di Generali Insurance Asset Management, parte dell’ecosistema di Generali Investments, che sottolinea il quadro geopolitico preoccupante, il rallentamento della crescita globale e la maggiore avversione al rischio.

LA STRETTA MONETARIA PESERA’ SUGLI UTILI


Il tutto continua a offrire sostegno al dollaro, nonostante i livelli molto alti già raggiunti, mentre sull’euro continuano a gravare la stretta energetica e lo spettro della recessione. In particolare, l’escalation della guerra in Ucraina, le sanzioni e la stretta energetica stanno provocando revisioni negative delle previsioni di crescita, mentre l’inflazione resta alta. Secondo Generali Investments l’aggressività delle banche centrali innescherà un ulteriore deterioramento delle condizioni finanziarie spingendo il costo del capitale verso l’alto e i rapporti tra prezzi e utili verso il basso per le imprese.

LEGGERMENTE PIU’ OTTIMISTI SU CINA, UK E GIAPPONE


Nell’ambito della posizione di sottopeso, Generali Investments è leggermente più ottimista su Cina, Regno Unito e Giappone e neutrale su USA e Area Euro. Neutralità sui titoli sovrani, con preferenza per USA rispetto all’Area Euro. La tendenza dei rendimenti internazionali dovrebbe restare al rialzo nel breve termine, vista l’aggressività delle banche centrali, mentre negli USA il picco è sempre più vicino. La concomitanza di rendimenti più alti, BCE in versione falco e recessione incombente, secondo la Bussola potrebbe far scattare un ulteriore ampliamento degli spread per le obbligazioni dell’Area Euro non core.

VENTI CONTRARI PER L’ECONOMIA GLOBALE


Generali Investments sottolinea che la stretta monetaria e la crisi energetica in Europa rappresentano forti venti a sfavore per l’economia globale, con le spinte recessive destinate a intensificarsi al passaggio nel nuovo anno. La profondità della recessione nell’Area Euro dipenderà in parte dalle temperature invernali. Lo shock dovuto alle ragioni di scambio pesantemente negative sta già danneggiando la posizione competitiva dell’Europa e potrebbe durare anni.

SCENARI PEGGIORI PIU’ PROBABILI


Secondo la Bussola, gli scenari peggiori stanno diventando più probabili. L’apertura della via diplomatica che si prospetta in Ucraina è un fattore positivo importante, ma difficilmente si concretizzerà in tempi brevi. Per questo Generali Investments resta ancora concentrata sul ribasso, visto che gli asset rischiosi non scontano le brutte notizie in misura sufficiente. L’impalcatura finanziaria globale presenta qualche crepa, in parte per la carenza di asset a basso rischio e del contesto politico estremamente incerto.

ATTENZIONE A GAS E GEOPOLITICA


Nei prossimi mesi la Bussola di Generali Investments raccomanda di prestare particolare attenzione a sanzioni, inverno duro, razionamento del gas. Il rischio si abbassa in caso di inverno più mite, ripresa parziale delle forniture di gas. I rischi di inflazione vengono da una contrazione ancora più rapida della politica monetaria. Occhio anche alle mutazioni del virus che mettono alla prova l’efficacia dei vaccini imponendo nuove chiusure, al rischio di ricorso a armi nucleari da parte della Russia o a nuove tensioni geopolitiche come Cina/ Taiwan e Nord Corea)
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