L'analisi

La risposta all’azionario volatile: gestire il rischio limitando le perdite

AllianceBernstein spiega che un portafoglio costruito su qualità, stabilità e valutazioni interessanti può limitare i ribassi continuando a beneficiare dei rialzi, una ricetta particolarmente valida nell’anno in corso

di Virgilio Chelli 26 Settembre 2022 18:00
financialounge -  AllianceBernstein azionari Kent Hargis mercati Sammy Suzuki
financialounge -  AllianceBernstein azionari Kent Hargis mercati Sammy Suzuki

Con l’incertezza economica e le tensioni che pesano sui mercati, può essere sorprendente scoprire che una strategia incentrata sui titoli che accumulano minori perdite nelle fasi di ribasso è in grado di battere il mercato nel tempo. Il quadro di riferimento è il Capital Asset Pricing Model (CAPM) degli anni '60, un modello teorico per la determinazione dei prezzi delle attività finanziarie che spiega il rendimento atteso come funzione sia del rischio d'impresa sia della sensibilità all'andamento del mercato. Il modello si basa su un concetto piuttosto semplice: gli investitori si aspettano di essere remunerati per assumere un rischio maggiore e, se non viene adeguatamente remunerato, terrebbero i capitali in liquidità.

MANO PERDI PIÙ GUADAGNI


AllianceBernstein in un blog sulla volatilità dei mercati azionari dal titolo “Meno perdi più guadagni: leggere il rischio in un anno volatile”, firmato da Kent Hargis, Co-Chief Investment Officer, Strategic Core Equities e da Sammy Suzuki, CFA| Co-Chief Investment Officer—Strategic Core Equities, Head—Emerging Markets Equities, parte da qui per analizzare rischio relativo e assoluto in un mercato volatile. Troppo spesso i gestori si preoccupano del rischio relativo, in conflitto con l'aspetto realmente importante che è la performance assoluta. La questione diventa particolarmente spinosa nelle fasi di volatilità come quella attuale, in cui gli investitori hanno dovuto metabolizzare la revisione al ribasso degli utili e la prospettiva di ulteriori strette monetarie.

L’UNIVERSO DEI TITOLI QSP


Ma con un portafoglio ragionato gli investitori possono assumere meno rischi e battere il mercato nel tempo investendo in titoli a bassa volatilità con diverse strategie. Una efficace dovrebbe, secondo gli esperti di AllianceBernstein, essere incentrata sui fondamentali aziendali e privilegiare le imprese di qualità, stabilità e valutazioni interessanti, un universo che va sotto l'acronimo QSP (quality, stability, pricing). Un buon esempio sono le imprese di settori tradizionalmente difensivi, come beni di consumo e i servizi di pubblica utilità, ma l'universo QSP comprende aziende con modelli di business eccellenti di ogni settore, che possono essere individuate attraverso la ricerca fondamentale e un'attenta selezione dei titoli.

COME SCALARE UNA COLLINA IN VANTAGGIO


Imprese come queste possono aiutare le strategie a bassa volatilità a limitare la partecipazione ai ribassi, continuando a beneficiare delle fasi di rialzo. Proprio come scalare una collina è più facile se si parte da metà strada, così i titoli che registrano minori perdite nei ribassi hanno meno terreno da recuperare quando il mercato riprende quota, sottolinea l’analisi di AllianceBernstein. Un portafoglio capace di cogliere il 90% dei guadagni nelle fasi di rialzo, partecipando ai ribassi solo al 70% genererebbe rendimenti annualizzati superiori di tre punti percentuali a quelli dell'MSCI World Index, con una minore volatilità.

IL BANCO DI PROVA DEI RALLY


Gli investitori devono accettare che un portafoglio 90%/70% non si comporta come il mercato più ampio, ma è una pillola facile da ingoiare quando si presenta un andamento fortemente altalenante come quest'anno. Il vero banco di prova arriva nei rally, quando tende a sottoperformare, ma è il prezzo da pagare per ottenere rendimenti a lungo termine superiori. E in caso di recessione? AB ha individuato 20 flessioni del mercato tra gennaio 1970 e fine 2021 scoprendo che i titoli dell'S&P 500 appartenenti al quintile più elevato per caratteristiche QSP hanno dato prova di discreta tenuta.

FUNZIONA ANCHE NELLE RECESSIONI


In caso di recessioni pronunciate, il portafoglio QSP ha registrato risultati particolarmente brillanti, sovraperformando l'indice S&P 500 di oltre 3.000 punti. Nella recessione del 1973-1974 innescata dalla crisi petrolifera il quintile superiore dell'S&P 500 per fattori QSP è arretrato del 36,9% contro il 42,6% del totale mentre in quella del 1980-1982 le azioni QSP hanno guadagnato l'8,5%, con il mercato in calo del 16,5%. La performance è stata robusta anche nei periodi di rapido aumento dei prezzi, un aspetto è particolarmente rilevante oggi, con l'inflazione ai massimi da 40 anni.

PROSPERARE RESISTENDO ALLA VOLATILITÀ


Le strategie a bassa volatilità possono essere personalizzate, perché in qualsiasi contesto possono essere abbinate ad altre attive per soddisfare la tolleranza al rischio, l'orizzonte temporale e gli obiettivi dello specifico investitore. Non è facile costruire un portafoglio che ricalchi alla perfezione il modello 90%/70%, osservano in conclusione gli esperti di AllianceBernstein, ma con la ricerca fondamentale si può costruire un portafoglio a valutazioni interessanti e con importanti indicatori di qualità e stabilità, in grado di prosperare nei periodi di ripresa e resistere a quelli di volatilità. In tempi come questi, una maggiore regolarità dei risultati potrebbe essere proprio ciò di cui gli investitori hanno bisogno.
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