L'analisi

Candriam: dopo la Bce dura sull’inflazione volatilità in aumento sull’obbligazionario

Il Global Head of Fixed Income Nicolas Forest, sottolinea le incertezze su inflazione e prossime mosse della BCE che rendono difficile investire con tranquillità, sia sul credito Investment Grade che sul debito italiano

di Virgilio Chelli 9 Settembre 2022 11:43
financialounge -  BCE Candriam daily news Nicolas Forest
financialounge -  BCE Candriam daily news Nicolas Forest

Dopo il primo rialzo dei tassi da 50 punti base a luglio, la Banca Centrale Europea si è presa una lunga vacanza estiva. Adottando un approccio discreto sui media, la presidente Christine Lagarde ha persino ceduto il posto a Isabel Schnabel al meeting dei banchieri centrali globali di Jackson Hole, lasciando ai falchi il compito di sostenere la necessità di una stretta aggressiva, arrivata poi a settembre. Per questo, il secondo rialzo dei tassi della BCE, da 75 punti base, anche se storico era ampiamente previsto. Il tasso di deposito è tornato al livello del 2011 e Lagarde ha voluto colpire duro mentre l'inflazione, al 9,1%, non mostra segni di rallentamento.

STIME RIVISTE SU INFLAZIONE E CRESCITA


È la ricostruzione di Candriam in un commento del Global Head of Fixed Income Nicolas Forest, secondo cui la volatilità è destinata a continuare sull’obbligazionario. La riunione d'autunno della banca centrale è stata anche l'occasione per correggere le stime su crescita e inflazione nel 2023, con le prime riviste al 5,5% rispetto al precedente 3,5% e le seconde ridotte allo 0,9% dal 2,1%. Se è ancora presto per fare un bilancio del 2022, Forest ritiene che si possono già trarre tre lezioni da questi ultimi mesi.

PREVISIONI SBAGLIATE


La prima è che le banche centrali e in particolare la BCE non hanno saputo prevedere l'andamento dell’inflazione. Giudicando l'aumento dei prezzi come transitorio, secondo Forest hanno costantemente sottovalutato la natura e l'entità del fenomeno e gli effetti di secondo impatto. Per questo, secondo l’esperto di Candriam, ci si chiede quindi come l'investitore possa ancora avere fiducia nelle nuove previsioni e se l'inflazione sarà davvero al 2,3% nel 2024.

MANCA VISIBILITÀ SULLE PROSSIME MOSSE


Di conseguenza, la seconda ‘lezione’ è che la forward guidance “è morta”. Forest ricorda che nel 2013 la BCE aveva fatto di questa comunicazione uno dei principali strumenti del suo arsenale monetario per combattere l'inflazione. A giugno, parlava ancora solo di interrompere il programma di acquisti considerando un primo rialzo dei tassi solo molto più avanti. Di fronte a un tale cambiamento e a una tale smentita, l'investitore secondo Forest non ha visibilità per capire le prossime mosse della BCE.

RITORNO DELLA VOLATILITÀ


Inoltre, si pone la questione della gestione del bilancio e di come conciliare la lotta all'inflazione con il reinvestimento dei titoli in scadenza. La terza lezione indicata da Candriam, che deriva dalle prime due è il ritorno della volatilità. L'incertezza sull'inflazione e sulla politica monetaria sta creando un'impressionante volatilità sui mercati obbligazionari, anestetizzati da anni di Quantitative Easing.

PIU’ DIFFICILE INVESTIRE


Questa volatilità, sottolinea in conclusione il Global Head of Fixed Income di Candriam, rende difficile investire con tranquillità nei mercati obbligazionari, sia nel credito Investment Grade sia nel debito italiano.
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