L’approfondimento

Generali Investments: “La lotta incondizionata all’inflazione porterà sofferenze”

Lo prevede Thomas Hempell, Head of Macro and Market Research di Generali Investments, secondo cui una rapida inversione delle politiche di inasprimento delle banche centrali sembra poco probabile

di Virgilio Chelli 29 Agosto 2022 18:30

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Solo un solo anno fa, al simposio di Jackson Hole, il presidente della Fed Powell si era impegnato a perseguire la massima occupazione, liquidando l'inflazione come transitoria. Quest'anno, nella stessa occasione, i banchieri centrali hanno indicato l’impegno incondizionato a domare l'inflazione e si sono preparati ad un “dolore incombente” in questa lotta, con le pressioni sui prezzi persistono tra l'aumento dei salari negli Stati Uniti e l'incremento dei costi energetici in Europa.

SOFFERENZE E SACRIFICI IN ARRIVO


Thomas Hempell, Head of Macro and Market Research di Generali Investments, in un commento titolato su ‘sofferenze incombenti’, ricorda che negli anni '70 le banche centrali dovevano agire tempestivamente e con forza per evitare che le aspettative di inflazione perpetuassero la pressione sui prezzi. Oggi, anche tra i crescenti rischi di recessione, Powell ha preparato gli americani a "un certo dolore", fatto di economia più debole e meno posti di lavoro, mentre Schnabel della BCE ha previsto un "sacrificio" più ampio rispetto al passato per domare le pressioni sui prezzi. Ciò secondo Hempell che rialzi di 50 punti base sembrino essere il minimo sia per la BCE, che si riunisce l’8 settembre, che per la Fed il 21 settembre, con addirittura uno scenario di 75 punti base da prendere in considerazione.

IMPROBABILE RAPIDO CAMBIAMENTO DI ROTTA


L’esperto di Generali Investments sottolinea che i movimenti dei tassi incidono sull'economia reale con un ritardo sostanziale. L'imminente recessione, l'allentamento delle pressioni sulle catene di fornitura e il calo dei prezzi delle materie prime potrebbero ancora consentire alle banche centrali di ridurre il ritmo di inasprimento in autunno. I tassi ora prezzano ulteriori aumenti di 135 punti base per la Fed entro fine anno e 155 per la BCE. Ma dato il fermo impegno delle banche centrali di mantenere la posizione da falco, secondo Hempell una rapida inversione delle aspettative sembra poco probabile.

ATTENZIONE AI DATI IN USA E EUROPA


Ora gli investitori guardano i prossimi dati in arrivo per cercare di capire i possibili sviluppi. Tra questi Generali Investments cita in primo luogo quelli sull’occupazione americana venerdì, che dovrebbero mostrare un rallentamento della creazione di nuovi posti dopo il dato ‘stellare’ di luglio. Occhi anche sulla fiducia dei consumatori USA rilevata dal Conference Board, che dovrebbe recuperare, e sui dati sulle attese di attività economica sia manifatturiera che nei servizi. In Europa attesa invece per nuove rilevazioni sull’inflazione, spinta dai prezzi energetici.

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