L'analisi

Banche, in Italia chiusi 11mila sportelli in 10 anni. Quattro milioni di clienti senza filiale

La "desertificazione bancaria" colpisce soprattutto il Sud Italia, ma la chiusura progressiva degli istituti bancari interessa tutto il Paese. L'allarme lanciato dalla Fabi

di Antonio Cardarelli 12 Agosto 2022 11:30

financialounge -  banche italiane
Le banche continuano a chiudere filiali e gli italiani che vivono in comuni senza sportelli bancari aumentano ogni anno. L'ultima rilevazione della Fabi (Federazione Autonoma Bancari Italiani, organizzazione sindacale del settore) evidenzia un trend ormai consolidato, che provoca non pochi problemi ai tanti clienti rimasti senza un riferimento fisico per le operazioni finanziarie. La penetrazione dell'e-banking, in Italia, è ancora sotto la media europea. Unendo questo dato con la progressiva chiusura degli sportelli, ecco emergere un quadro non molto rassicurante.

IL 7% DEGLI ITALIANI SENZA SPORTELLI BANCARI


Secondo l'ultima rilevazione Fabi, attualmente in Italia sono 4.131.416 i cittadini che vivono in comuni senza sportelli bancari, pari al 7% della popolazione complessiva. In meno di 10 anni le banche italiane hanno chiuso 11.231 sportelli: dal 2012 la riduzione è stata del 34,1%. A fine 2012 gli istituti bancari erano 32.881, a fine 2020 sono scesi a 23.480 e a fine 2021 a 21.650. In un solo anno, quindi, sono stati chiusi 1.830 sportelli.

AL SUD LA PERCENTUALE SALE AL 10,7%


I comuni italiani senza una banca sono in totale 3.062, con distribuzioni diverse a livello regionale. La "desertificazione bancaria" colpisce prevalentemente il Sud e le isole, dove i cittadini che vivono in territori privi di filiali sono pari al 10,7% del totale. Al Nord la percentuale scende al 6% mentre al Centro è solo del 3,2%. La regione in cui la situazione è più critica è la Campania, dove gli abitanti che non possono contare su uno sportello bancario sono 700mila, pari al 12% della popolazione. In percentuale è la Calabria la regione con più residenti in territori non coperti da filiali: il 28,8%. Seguono il Piemonte (13,8%), l'Abruzzo (12,6%) e la Campania (12,5%). Tra le regioni più piccolo spicca il 37,3% del Molise seguito dal 33,4% della Valle d'Aosta.

RESISTONO EMILIA ROMAGNA E TOSCANA


Tale percentuale scende sensibilmente in Emilia Romagna e in Toscana, dove rispettivamente l'1,2% e l'1,5% dei residenti vive in comuni senza banche. Guardando ai numeri assoluti, la regione con più comuni senza sportelli è il Piemonte (713), seguita da Lombardia (483), Calabria (280) e Lazio (179). Sono 13 i comuni italiani con più di diecimila abitanti senza sportelli bancari, di cui 10 ubicati in Campania. Sempre in Campania si trova il comune più popoloso non coperto da una filiale: Pollena Trocchia, in provincia di Napoli, con 13.514 abitanti.

L'E-BANKING NON HA ANCORA CONQUISTATO GLI ITALIANI


Nel frattempo l'e-banking fatica a conquistare gli italiani. Secondo i dati Fabi solo il 45% dei clienti usa i canali digitali per accedere ai servizi bancari. Una percentuale che pone l'Italia al livello della Grecia (42%) e della Turchia (46%). In Spagna e Francia, invece, tale percentuale sale rispettivamente al 65% e al 72%. Secondo la rilevazione del sindacato, anche le banche stanno diminuendo. Dai 706 istituti di credito censiti nel 2012 si è passati ai 456 di fine 2021. Una diminuzione frutto delle aggregazioni tra grandi gruppi e banche minori, che in parte spiega anche la diminuzione degli sportelli fisici. Di conseguenza calano anche i dipendenti, passati dai 315.238 del 2012 agli attuali 269.625.

L'ALLARME DELLA FABI SUL RUOLO SOCIALE DELLE BANCHE


"Il ruolo sociale che le banche stanno progressivamente perdendo, anche attraverso un progressivo disimpegno sui territori, con chiusure indiscriminate e inaccettabili di agenzie bancarie, è un argomento che non può essere sottovaluto dai partiti politici", commenta Lando Maria Sileoni, segretario generale Fabi. "La riduzione delle filiali sta creando e creerà non pochi danni al Paese e alla clientela. Mi riferisco, in particolare, agli anziani, che hanno scarsa dimestichezza con gli strumenti digitali, e a chi vive al Sud, dove non solo il fenomeno della chiusura delle agenzie bancarie è più marcato e preoccupante anche per un evidente problema di accesso a internet", aggiunge il segretario generale della Fabi.

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