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AllianzGI: “Favoriti i titoli di stato dei Paesi core, prudenza su azioni e high yield”

Attualmente la maggior parte delle banche centrali sembra più preoccupata per l’inflazione che per la crescita. Anche per questo Stefan Rondorf (Allianz Global Investors) suggerisce di mantenere la prudenza sui mercati finanziari

di Leo Campagna 8 Agosto 2022 16:38
financialounge -  Allianz GI azioni high yield paesi core Stefan Rondorf titoli di stato
financialounge -  Allianz GI azioni high yield paesi core Stefan Rondorf titoli di stato

I problemi circa l’approvvigionamento di energia e in particolare di gas naturale è uno dei maggiori fattori di incertezza per delineare le prospettive economiche europee dei prossimi trimestri. In quest’ottica, a fine luglio, gli Stati membri dell’UE si sono accordati su un piano d’emergenza sulle forniture di gas a partire dal mese di agosto per cercare di contrastare le ridotte e quantomeno incerte esportazioni di gas dalla Russia.

IL PIL DI BERLINO POTREBBE CONTRARSI DEL 6% NEL 2023


Un’iniziativa dettata dal deterioramento delle previsioni economiche a cominciare dalla Germania, la principale economia europea. “La Bundesbank tedesca prevede per il 2023 che, nel caso di un’interruzione totale delle forniture di gas naturale russo con pesanti ripercussioni sulla produzione industriale, il PIL di Berlino possa contrarsi di oltre il 6% rispetto ad uno scenario di base. Si innescherebbe una grave crisi economica nell’intero continente che si tenta, per lo meno di mitigare sensibilmente, tramite un risparmio preventivo di gas naturale e ricorrendo a nuovi fornitori” fa sapere nel monthly outlook di agosto Stefan Rondorf, Senior Investment Strategist, Global Economics & Strategy di Allianz Global Investors.

LA GUERRA IN UCRAINA


La guerra in Ucraina determina una situazione che mantiene su livelli molto elevati i prezzi del gas proprio mentre quelli di molte altre materie prime stanno diminuendo, un primo indizio di un indebolimento delle prospettive economiche e quindi anche di una lieve attenuazione delle pressioni inflazionistiche. “Le banche centrali restano tuttavia impegnate nel contenere le attese inflazionistiche e contrastare prezzi al consumo ancora persistentemente elevati. Infatti, al momento, la maggior parte delle banche centrali sembra più preoccupata per l’inflazione che per la crescita” commenta Rondorf.

IL RIALZO DEI TASSI DELLA BCE


In luglio, in particolare, la BCE ha deciso un rialzo di mezzo punto percentuale ponendo fine all’era dei tassi di deposito negativi. In parallelo ha varato un nuovo strumento che dovrebbe permetterle di intervenire nel caso in cui gli spread dei Paesi dell’Europa meridionale superassero i livelli giustificati dai fondamentali, purché lo Stato in questione si attenga alle regole di bilancio dell’UE. “A una prima valutazione sorge qualche dubbio sull’effettiva efficacia di tale strumento all’atto pratico” riferisce il manager di AllianzGI.

FOCUS SUI RISULTATI AZIENDALI DEL SECONDO TRIMESTRE


Nel frattempo continua la pubblicazione dei risultati aziendali del secondo trimestre finora sostenuti quasi esclusivamente dal settore energetico, dal momento che la fiducia è già diminuita, soprattutto nel caso delle aziende che dipendono dai consumi. “Dopo aver osservato la flessione degli indicatori anticipatori, la pubblicazione dei bilanci potrebbe determinare un aumento delle revisioni al ribasso delle stime di utili. Le quotazioni azionarie correnti sembrano incorporare solo in parte questa ipotesi. Un buon motivo per mantenere la prudenza sui mercati finanziari” sottolinea Rondorf.

FAVORITI I TITOLI GOVERNATIVI DEI PAESI CORE


Il manager tiene a ricordare come ogni crisi del passato finora abbia anche offerto nuove opportunità. Al momento, tuttavia, nonostante i timori per la crescita, prevale la prospettiva di una politica monetaria ancora restrittiva. “Questo impone ancora prudenza sui mercati azionari e su altre asset class rischiose come le obbligazioni high yield. Nell’ambito invece dei mercati obbligazionari le prospettive appaiono sempre più equilibrate. Da un lato il rallentamento dell’economia favorisce i titoli governativi dei Paesi core, ma non si possono escludere rialzi dei tassi più aggressivi di quanto scontato attualmente sui mercati monetari” conclude il Senior Investment Strategist, Global Economics & Strategy di Allianz Global Investors.
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