Prove di ripartenza

La Cina cambia la strategia anti Covid ma la strada della ripresa resta accidentata

Generali Investments ritiene che tutte le speranze sono riposte in test Covid regolari, il Senior Economist Christoph Siepmann prevede una crescita 2022 al 3,5% e segnala il ruolo degli investimenti infrastrutturali

di Virgilio Chelli 27 Giugno 2022 19:00
financialounge -  Christoph Siepmann cina Generali Investments
financialounge -  Christoph Siepmann cina Generali Investments

I drastici lockdown attuati dalle autorità cinesi nella prima parte del 2022 hanno avuto effetti globali, aumentando le strozzature delle catene di approvvigionamento e dei trasporti e contribuendo al rialzo generalizzato dell’inflazione. L’impatto più forte ovviamente si è avuto sulla crescita della stessa Cina, che ora, secondo le analisi di Generali Investments, starebbe cambiando la sua strategia anti Covid.

EVITARE UN’ALTRA CATASTROFE


Christoph Siepmann, Senior Economist di Generali Investments, sottolinea che dopo aver rimosso i lockdown generalizzati per contrastare la diffusione del Covid, la Cina ha già registrato alcune parziali battute d'arresto nella lotta contro il virus. Per evitare un'altra catastrofe, prosegue Siepmann, Pechino ha cambiato la sua strategia di zero-Covid, passando da test di massa a test regolari. La logica è individuare precocemente le nuove infezioni e circoscrivere rapidamente qualsiasi focolaio.

UNA RIPRESA COMUNQUE ACCIDENTATA


Le autorità hanno attribuito la massima priorità a questa strategia, anche se non c'è garanzia che essa funzioni. Secondo l’esperto di Generali Investments, dal punto di vista economico, le misure di blocco limiteranno probabilmente la crescita del PIL del secondo trimestre a circa l'1% anno su anno, dopo la crescita del 4,8% del primo trimestre. Nell'ipotesi che la strategia anti Covid sia complessivamente efficace e che i contraccolpi siano limitati solo a livello locale, Siepmann si aspetta comunque una ripresa accidentata.

PRODUZIONE POSITIVA, CONSUMI IN RITARDO


I dati più recenti supportano questa visione: la crescita della produzione è già leggermente positiva, mentre i consumi sono in ritardo. Il governo sosterrà la crescita con una serie di misure, con le iniziative al momento note di politica fiscale che ammontano a circa l'1,7% del PIL. Gli investimenti infrastrutturali svolgeranno un ruolo importante e i governi locali hanno già intensificato l'emissione di obbligazioni, come mostra il grafico qui sotto.



SOSTEGNO ALL’IMMOBILIARE


Intanto il settore immobiliare, ancora malconcio, ha ricevuto aiuto dalla People's Bank of China. È probabile secondo Siepmann che arrivino altre misure monetarie, come il taglio di 10 punti base del tasso sui prestiti a medio termine, o una riduzione di 25 punti del coefficiente di riserva per le banche.

CRESCITA AL 3,5%, SOTTO L’OBIETTIVO


Complessivamente, l’esperto di Generali Investments ritiene che la crescita raggiungerà il 3,5% quest'anno, molto al di sotto dell'obiettivo ufficiale del 5,5%.
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