Le prospettive

AllianzGI: la restrizione monetaria continuerà, verso hard landing globale

Nel suo mid-year outlook la grande casa indica un’allocazione azionaria sul value di qualità e selezionate società tecnologiche innovative. Azioni cinesi interessanti. Attenzione a sicurezza energetica e alimentare

di Virgilio Chelli 26 Giugno 2022 12:00
financialounge -  Allianz GI mid-year outlook
financialounge -  Allianz GI mid-year outlook

Mercati e investitori guardano alla seconda metà dell’anno e si chiedono se sarà possibile raffreddare l’inflazione senza congelare la crescita. Le banche centrali tentano di rispondere al dilemma, ma è da aspettarsi un netto rallentamento economico e una probabile recessione negli USA. Inflazione, rialzi dei tassi, conflitti geopolitici e Covid-19 sono solo alcuni dei fattori che pesano sull’economia mondiale. Anche l’attuale frammentazione del “villaggio globale” frena la crescita, ma fa anche nascere nuove partnership e alleanze. Malgrado il netto aumento dei rischi di recessione negli USA, nel periodo 2023-2024 è più probabile un “hard landing” che una recessione dell’intera economia mondiale.

MITIGARE LA VOLATILITA’


Sono le principali indicazioni contenute nel mid-year outlook pubblicato da Allianz Global Investors in cui illustra la sua view sull’andamento delle diverse asset class da qui a fine 2022, indicando che alla luce della generale incertezza sui mercati, gli investitori potrebbero valutare la costruzione di un portafoglio con un’ampia gamma di strumenti, per mitigare la volatilità e trarre vantaggio dalle nuove opportunità. Nella prima parte del 2022 i mercati finanziari hanno attraversato una fase critica con sell-off generalizzati di azioni e obbligazioni, sentiment e spesa dei consumatori si sono indeboliti e le società hanno risentito della contrazione di ricavi e utili.

TITOLI VALUE DI QUALITA’ E TECH INNOVATIVI


Le principali banche centrali, a partire dalla Fed, hanno puntato a un “soft landing” dell’economia per raffreddare l’inflazione senza congelare la crescita, consapevoli che la maggior parte dei precedenti cicli di inasprimento si è conclusa con una recessione. In questo quadro, AllianzGI ritiene sia importante costruire un portafoglio che comprenda un’ampia gamma di strumenti e trovare strade nuove per posizionarsi. Nell’azionario indica i titoli value di qualità, asset di selezionate società tecnologiche innovative, giudicando interessanti anche le azioni cinesi.

INTERESSANTI BOND SOVRANI DEI PAESI SVILUPPATI


Sicurezza energetica e sicurezza alimentare sono secondo AllianzGI due aree di investimento tematico da monitorare con attenzione. Nel reddito fisso, alcune obbligazioni sovrane con duration lunga sui mercati sviluppati risultano più interessanti, meno invece i bond dei Paesi periferici e dei mercati semi-core europei. Secondo AllianzGI gli investitori potrebbero anche prendere in considerazione l’esposizione a determinati emittenti High Yield USA a fronte dell’ampliamento degli spread.

USA IN RECESSIONE NEL 2023-24


Nei portafogli multi-asset, infine, secondo l’outlook gli investimenti in commodity potrebbero fungere da protezione contro l’inflazione, e l’oro in particolare potrebbe offrire una migliore diversificazione rispetto ai titoli di Stato. Lo scenario base a metà anno prevede nei prossimi due anni un “hard landing” dell’economia globale, con crescita molto bassa e sotto il potenziale. AllianzGI prevede che gli USA entreranno in recessione nel 2023-2024, ma non si aspetta una “stagflazione” come negli anni ’70, mentre crede che l’inflazione continuerà a sorprendere al rialzo.

INFLAZIONE VERSO IL PICCO MA RIENTRO LUNGO


Secondo l’outlook di AllianzGI l’inflazione anno su anno potrebbe toccare il picco entro la fine del 2022, a condizione che non si verifichino nuovi shock energetici, ma avverte che servirà molto tempo, da tre a cinque anni, perché torni a livelli in linea con i target delle banche centrali, di norma pari al 2% nei mercati avanzati.

BANCHE CENTRALI CON LE SPALLE AL MURO


AllianzGI non si aspetta che le banche centrali, in particolare la Fed, rallentino o interrompano la normalizzazione della politica monetaria. Anzi, secondo l’outlook, le autorità monetarie continueranno ad alzare i tassi e a ridimensionare i bilanci. E’ possibile che il raffreddamento dell’economia induca le banche centrali a modificare la rotta e ad arrestare l’inasprimento prima del previsto, ma è più probabile che l’alta inflazione abbia messo le banche centrali con le spalle al muro, obbligandole ad agire. Gli investitori non dovrebbero sorprendersi che i mercati sconteranno un incremento e non una diminuzione della restrizione.
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