Stretta monetaria

Tassi, ecco cosa aspettarsi questa sera dalla Fed

Verso nuovo rialzo, scontato aumento di mezzo punto. Franck Dixmier (AllianzGI) prevede reazioni negative oltre il tasso neutrale. Paolo Zanghieri (Generali Investments) vede la possibilità di un aumento di 75 punti base

di Virgilio Chelli 15 Giugno 2022 08:00
financialounge -  AllianzGI FED Franck Dixmier Generali Investments Paolo Zanghieri
financialounge -  AllianzGI FED Franck Dixmier Generali Investments Paolo Zanghieri

Mercati e investitori danno per scontato che nella serata europea di giovedì 15 giugno la Fed annuncerà un rialzo dei tassi di 50 punti base indicandone un altro analogo a luglio, e forse ancora a settembre. Secondo Franck Dixmier, Global CIO Fixed Income di Allianz Global Investors, di fronte a un'inflazione che continua a sorprendere al rialzo, la Fed non ha altra scelta se non agire con decisione e rapidità, anche a costo di frenare la crescita, che rimane solida. Paolo Zanghieri, Senior Economist di Generali Investments, ritiene che i dati molto negativi sull’inflazione USA usciti venerdì 10 giugno aumentano la probabilità di un aumento di 75 punti base, senza precedenti negli ultimi 40 anni.

FUTURI RIALZI PREZZATI


Dixmier argomenta che i mercati hanno già prezzato i futuri rialzi, ma potrebbero essere sorpresi se la Fed indicasse di voler superare in modo significativo il tasso di interesse neutrale. Dopo gli ultimi dati la Fed non può permettersi di esitare e deve tener fede al mandato di garantire la stabilità dei prezzi, anche perché la forza dell’economia USA consente margini di manovra. Il presidente Jerome Powell ha stressato che "la prima cosa è far scendere l’inflazione" e potrebbe indicare altri 50 punti a settembre.

REAZIONI NEGATIVE SE PUNTA OLTRE IL TASSO NEUTRALE


Il tutto dovrebbe tradursi in tre rialzi da mezzo punto ciascuno di qui a settembre, seguiti da altri due da un quarto di punto entro dicembre, il che sarebbe coerente con un rapido raggiungimento del tasso neutrale. Ma se Powell dovesse indicare la necessità di andare anche oltre, vale a dire portare i Fed Fund tra il 2,25 e il 2,50%, i mercati potrebbero reagire male, secondo l’esperto di AllianzGI, facendo salire la tensione sulla parte breve e media della curva dei tassi, mentre sulla parte lunga la correzione andrebbe avanti.

AUMENTATA LA PROBABILITÀ DI 75 PUNTI


Paolo Zanghieri, Senior Economist di Generali Investments, concorda che la Fed è pronta a definire un altro rilevante aumento dei tassi, ma aggiunge che i recenti dati molto negativi sui prezzi al consumo in USA aumentano la probabilità di un aumento di 75 punti base, senza precedenti negli ultimi 40 anni, anziché i 50 punti ampiamente attesi, poiché l'inflazione probabilmente rimarrà ostinatamente alta nei prossimi mesi ed i rapidi aumenti dei prezzi non si limitano all'energia ma sono ampiamente diffusi.

CREPE NEI SETTORI PIÙ SENSIBILI


Un altro aumento di 50 o 75 punti secondo Zanghieri è quasi certo anche per luglio, ma la determinazione della Fed ad agire in modo rapido e deciso sui tassi dovrà tener conto del fatto che iniziano a manifestarsi crepe nei settori dell'economia più sensibili ai tassi, come l'edilizia. Inoltre le indagini sulle imprese, soprattutto del settore manifatturiero, indicano un sostanziale decelerazione dell'attività sulla scia dell'incertezza, dell'aumento dei prezzi degli input e dell'indebolimento della domanda mondiale.

ALLA FINE DOVREBBE RALLENTARE


Ciò pone alla Fed un dilemma ancora più difficile, tra combattere l'inflazione ed evitare di spingere l'economia in recessione. L’esperto di Generali Investments ritiene che questo porterà a un ritmo più lento di inasprimento a partire da settembre, quando prevede un aumento dei tassi di 25 punti, e nella stessa misura anche per il resto dell'anno.
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