La giornata sui mercati

Le Borse Ue iniziano la settimana in positivo aspettando la Banca centrale europea

Avvio in verde per i principali listini del Vecchio Continente, spinti dalle riaperture di Pechino, dopo i lockdown per Covid. Sale l’attesa tra gli investitori per le decisioni della Bce di giovedì sulla stretta monetaria

di Fabrizio Arnhold 6 Giugno 2022 09:18
financialounge -  BCE borse inflazione mercati petrolio
financialounge -  BCE borse inflazione mercati petrolio

Le Borse europee iniziano la settimana con il segno più, spinte dalla riapertura delle attività a Pechino, dopo i lockdown introdotti per arginare i nuovi casi di Covid. A Milano il Ftse Mib apre a +0,85%, il Dax di Francoforte a +0,93%, l’Ibex 35 di Madrid a +0,89%, il Cac 40 di Parigi a +0,85% e il Ftse 100 di Londra a +1,27%. La Borsa di Tokyo chiude la giornata in positivo, con l’indice Nikkei a +0,6%, guidato dai titoli dell’energia.

INFLAZIONE E STRETTA MONETARIA


A tenere alti i timori degli investitori resta l’inflazione e la stretta monetaria decisa delle banche centrali. Si attendono nuove indicazioni dalla Bce, dalla riunione in programma giovedì, sui tempi e le modalità del restringimento della politica monetaria, con la prima stretta che dovrebbe arrivare già da luglio, con un rialzo dei tassi di interesse  di 25 punti base.

PETROLIO IN AUMENTO


Non si arresta la corsa del greggio, con il prezzo che continua a salire anche per l’aumento della domanda legato all’inizio della stagione dei viaggi negli Usa. Il Wti viene scambiato a 119,66 dollari al barile, mentre il Brent tratta a 120,57 dollari al barile. Sul fronte valutario, il cambio euro/dollaro è a 1,0719. In discesa il Treasury americano che paga il 2,948%, in aumento il Btp italiani a dieci anni, ora al 3,476%. Lo spread inizia la giornata di scambi a 206 punti base.

A PIAZZA AFFARI FOCUS SU ENI


Tra i singoli titoli, occhi sotto la lente sul listino milanese c’è Eni (+1,04%), dopo la notizia che la società potrebbe iniziare a spedire petrolio venezuelano in Europa già dal mese di luglio, nell’intento di compensare il greggio di Mosca. Da seguire anche UniCredit (+1,60%), che ha ampliato la ricerca per un acquirente per i suoi asset russi a investitori esteri.
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